Verona, la Tav e i 3 miliardi dal Ministero: tracciato in città da 120 metri. Sul Garda si forma fronte del No

In Comune a Verona la commissione di Programmazione infrastrutture ha fatto alcuni conti: la Tav di Verona è in ballo da 21 anni. Se n'era cominciato a parlare nel 1993. A Peschiera e Castelnuovo pronti a "legarsi ai binari"

Con la legge di Stabilità arrivano i miliardi dedicati all’Alta velocità veneta. In cui rientra anche la tratta Brescia-Verona e la Verona-Padova. 6,4 miliardi messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture che dovranno servire alle reti metropolitane (1 miliardo), alla manutenzione straordinaria e assi di competenza di Anas (1,5 miliardi), alla Brescia-Verona per un miliardo e mezzo di euro e altrettanti alla Tav verso Padova. “Spiccioli”, circa 100 milioni alla Brennero. In Comune a Verona, dopo l’annuncio del viceministro Riccardo Nencini, la commissione di Programmazione infrastrutture ha fatto alcuni conti. Ne è emerso che tra un discorso e l’altro la Tav di Verona è in ballo da 21 anni. Se n’era cominciato a parlare nel 1993 ma il progetto è arrivato in municipio solo pochi giorni fa. Toccherà ai tecnici spulciare le carte e rilevare l’impatto ambientale dell’opera, per l’inizio del cantiere. Il paradosso è che si deve discutere di un tracciato che “sfiora” la città. Sono solo 120 i metri inseriti nel territorio comunale scaligero. Gli altri andranno discussi dopo un altro progetto.

Verona tocca 31 comuni lombardi e 5 veronesi: passerà per Peschiera, Castelnuovo del Garda, Sona, Sommacampagna e infine Verona. Un tracciato di 137 chilometri ma che riguardano solo 120 metri del capoluogo: toccano il territorio all’altezza dell’accesso all’Autobrennero e proseguono a fianco di altri due binari che arrivano al Quadrante Europa. 120 metri di cui comunque si deve discutere. Resta un mistero, per ora, la più grande e attesa opera. Dal 2003, come spiega L’Arena, non si hanno più notizie del cosiddetto “nodo Verona”. Era stato approvato dal Cipe, Comitato interministeriale di programmazione economica, ma poi per problemi di burocrazia è stato accantonato e mai pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Tutto inutile, insomma. I membri delle opposizioni presenti in commissione, principalmente alcuni componenti del Gruppo misto e il Partito Democratico, chiedono che l’amministrazione si muova immediatamente per conoscere con esattezza l’impatto che il collegamento dell’Alta velocità al Quadrante avrà a Verona. Si chiede anche una sorta di concertazione con gli altri Comuni coinvolti.

NO TAV SUL GARDA - Proprio il 29 settembre scorso è arrivato a Peschiera e Castelnuovo il progetto della Tav ed entro 30 giorni dovranno presentare le eventuali osservazioni. Tutto deve essere pronto per il 6 novembre, quando a Roma è stata convocata la Conferenza dei servizi al Ministero. I lavori sono previsti a partire dai primi sei mesi del 2015. A Peschiera si è già svolta un’assemblea pubblica sul tema e a Castelnuovo ne è stata organizzata una il 30 ottobre. Il coro unanime è quello di dire No alla Tav. La battaglia era già cominciata da tempo, con Sona in prima linea. A Peschiera il fronte della battaglia contro l’Alta velocità si arricchisce anche della lotta dei frati del Santuario del Frassino, vicino al quale passeranno i binari e dei coltivatori di vigne del Lugana. Sarebbero sacrificati all’opera, infatti, svariati ettari di vigneto autoctono.

Il sindaco Orietta Gaiulli ha già annunciato che si potrà arrivare a “legarsi ai binari” per impedire il tracciato. Come a Verona, anche nel Basso Garda si punta il dito contro il progetto e la Valutazione di impatto ambientale, “vecchia” di ormai 11 anni e secondo molti non più fedele ai lavori che effettivamente saranno portati avanti. Sul Corriere Veneto gli esperti non usano mezzi termini. E parlano di percorso “devastante”, che attraversa le aree del laghetto del Frassino (sito Unesco), prosegue per il santuario e prevede persino un nuovo viadotto sul Mincio vicino al casello autostradale della A4. Senza contare i lavori di scavo, milioni di tonnellate di terra movimentate per ricavare gallerie.

IL SI' DELLA REGIONE - “Il Nord Italia ha bisogno come il pane della nuova linea ferroviaria ad Alta aapacità nella direttrice Est-Ovest. Da oltre un decennio si sono spese però solo parole per realizzarla, mentre ora si parla di stanziamenti veri, consistenti, in grado di avviare i lavori e, mi auguro, concluderli presto. Voglio ringraziare per questo il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che su questa partita, strategica per l’intero Paese, si sta dimostrando molto determinato, efficace e attento”. Luca Zaia non nasconde la sua soddisfazione per le notizie che arrivano dal ministero.

“Se i soldi sono immediatamente spendibili possiamo procedere – dice ancora Zaia – sulla base della progettualità già approvata e i necessari completamenti. Dobbiamo farlo con grande rapidità perché questa partita è essenziale per tutti: per tutte le Regioni della pianura padana direttamente coinvolte e per tutto il Paese. Da qui passa il traffico da e verso l’Europa e l’Est, da qui si deve ripartire per avviare nuovi investimenti capaci di togliere concretamente traffico su gomma ad un sistema stradale e autostradale tra i più trafficati del continente e non certo tra i più efficienti e ambientalmente soddisfacenti. Ma soprattutto – conclude Zaia – da qui può ripartire la corsa allo sviluppo di un’area che è la più produttiva della penisola e che nei traffici da e con l’estero trova un ulteriore spiraglio per uscire dalla situazione di crisi che la sta asfissiando”.

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