Verona, "Tangenti in Veneto per la Lega Nord". Belsito ai pm: "Zaia e Tosi sapevano"

L'ex tesoriere del Carroccio mette a verbale le accuse contro i dirigenti per un prsunto pagamento di un milione di euro da parte di una multinazionale francese degli appalti ospedalieri. Partono querele

Da sinistra: Flavio Tosi, Francesco Belsito e Luca Zaia

"Belsito è uno che non è la prima volta che tenta queste sortite: la prima volta ha detto che era noto a lui che andavo a pranzo con imprenditori per incassare soldi, tangenti e robe del genere. Ed è stato un po' sfortunato perché io ai pranzi non vado mai, quindi gli è andata male. Questa volta leggo che dice che 'Zaia comunque sapeva che c'era qualcuno che andava in cerca a chiedere soldi' ". E' secca la replica del presidente della Regione Veneto Luca Zaia alle accuse che avrebbe lanciato, parlando con i pm per ore, l'ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito. Quest'ultimo in un passaggio con i magistrati, riferito oggi da Repubblica, ricostruisce il pagamento di un milione di euro alla Lega del Veneto da parte di una multinazionale francese specializzata in appalti ospedalieri, la Siram. Belsito avrebbe affermato che tutto lo stato maggiore del partito era informato di quel finanziamento.

"Anche Zaia - è la tesi dell'ex tesoriere del Carroccio - fu informato". "Rispedisco al mittente queste affermazioni - sottolinea Zaia - mi spiace perché avrei qualcos'altro di cui occuparmi. Penso che anche la magistratura abbia altro di cui occuparsi però a questo punto la impegnerò io facendo un querela, tutelandomi. Spero che si faccia chiarezza da subito. Stiamo parlando comunque di una persona che, tra le tante cose, abbiamo scoperto aveva una Porsche pagata dalla Lega, tra l'altro ora sequestrata. E' imbarazzante. Rimando tutto al mittente. Sono a disposizione dei magistrati e querelo, assolutamente querelo".

CONTRO TOSI - Ma non solo. Secondo l'ex tesoriere del carroccio, l'ex presidente del Consiglio regionale del Veneto, Enrico Cavaliere, indagato per corruzione per una presunta tangente da 850mila euro che avrebbe ricevuto assieme ad un ex manager dalla Siram, faceva parte di una "cordata" della Lega e "rispondeva al sindaco di Verona, Flavio Tosi, e a Roberto Maroni, che erano i suoi diretti superiori". Questo quanto ha messo a verbale lo scorso 15 luglio dall'ex tesoriere, indagato nell'inchiesta "The Family". Dalle dichiarazioni di Belsito sul caso Siram è nata una nuova tranche d'indagine.

Durissima la replica, a caldo, del sindaco Tosi: "Si parla di un episodio - spiega ai microfoni di Radio Verona - che risale al 2010. Io sono segretario della Liga Veneta da un anno o poco più. Questo da' la dimensione: tant'è che io son diventato segretario con Maroni alla guida, dopo gli scandali, per far pulizia in Lega. Le affermazioni vengono da una persona schifosa come Belsito, che io non ho mai avuto nemmeno l'occasione di salutare. Non ho mai avuto rapporti con lui nè con il cosiddetto 'cerchio magico' nè tantomeno con chi girava attorno a quelle situazioni. Penso che il paragone più appropriato con la persona di Belsito sia quello con un escremento. E si rischia di offendere l'escremento. Da un soggetto come lui, che ne ha fatte di tutti i colori e che girava in ambienti torbidi, c'è da aspettarsi di tutto.

Dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa, il presidente Zaia ha dato mandato al proprio legale di presentare denuncia per calunnia e una querela per diffamazione nei confronti di Belsito. Analoghi provvedimenti potrebbero essere presi dal sindaco di Verona, dal neosegretario della Lega, Matteo Salvini, e dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

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