Verona, strade che franano, terreni da sfruttare e voragini: Report torna con una puntata da Verona

Nella nuova puntata della trasmissione televisiva di Rai3 un inchiesta sul caso Alcenago, sopra Grezzana, dove la Procura già indaga per il crollo della Provinciale. Nel mirino anche uno dei proprietari dell'area già pagata con un'indennizzo dalla ditta

Report tornerà ad occuparsi di Verona. Ma stavolta politica e affari c’entrano relativamente. Al centro della nuova puntata in onda su Rai3, domenica prossima, c’è il territorio. Quello collinare di Alcenago, sopra Grezzana, la cui Provinciale che lo attraversa è crollata e tutt’attorno si sono verificate voragini nel terreno. Una nuova inchiesta che arriva a sette mesi di distanza (la prima puntata della stagione primaverile dopo la pausa invernale era stata dedicata ai presunti casi di malaffare nel capoluogo e avevano scatenato una serie senza precedenti di polemiche e querele). Lo segnala il Corriere Veneto, che ripercorre la storia della frana di Alcenago. Il primo allarme risale infatti al 2011 e da allora anche la Procura ha scelto di fare chiarezza, aprendo un’inchiesta specifica. Secondo gli esperti geologi il crollo è dovuto alle attività delle cave sottostanti che la Provincia di Verona ha dato il via libera ad ampliare con parere favorevole del 13 agosto scorso (si attende ora quello della Regione). Per arrivare a questo la ditta che detiene i diritti di sfruttamento della cava, la “Micromarmo” ha dovuto sborsare un indennizzo ai proprietari dei terreni.

Il giornalista di Report avrebbe così scoperto che circa un quarto di quei terreni appartengono ad un politico di derivazione leghista, consigliere comunale a Grezzana, già membro della Provincia. Proprio lui, Adelino Brunelli, si sarebbe interrogato sul rispetto della privacy dopo esserne venuto a conoscenza dalla stessa trasmissione televisiva. Li avrebbe ereditati dal padre nel 1983. Secondo l’inchiesta di Report avrebbe comunque incassato almeno 40mila euro nel 2007. A confermarlo sarebbe poi la stessa ditta, che ha spiegato che a lui come ad altri proprietari sono stati stipulati contratti di sfruttamento dei 500 terreni.

“Pagati due o tre volte il valore delle aree agricole”, avrebbe segnalato il presidente, Arturo Alberti. Quest’ultimo, sulla frana, si dice assolutamente “sereno” e nessun rilievo è stato mosso nei confronti dei cavatori anche perché starebbe collaborando attivamente con Provincia e Regione. “Sereno” anche perché secondo uno studio commissionato privatamente ad un altro geologo dell’università di Padova (il primo parere era stato fornito da Firenze), i crolli non sarebbero state provocate dagli scavi ma per cause naturali. La strada, già ritenuta franosa nell’antichità, non avrebbe dovuto essere costruita lì, secondo il rapporto. Di parere contrario tutti gli abitanti di Alcenago e Senge, altra località colpita da crolli. Lo stesso Brunelli si sarebbe dichiarato non favorevole all’ampliamento della cava, sulle pagine del quotidiano locale: “Ogni volta che in cava scoppia una mina, le nostre case tremano”.

IL VIDEO HD RIPRESO DA UN DRONE SU ALCENAGO

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