Verona, stacca a morsi l'orecchio al compagno di cella, gli frattura un dito e lo colpisce con lo sgabello

Tutto per il volume della tv: prima la discussione movimentata da un ceffone, il giorno dopo si accapigliano nuovamente e a terra uno dei due ha la meglio e pensa bene di addentare e mutilare la sua vittima. Finirà a processo

Poche ore prima avevano litigato per il volume della televisione. Tra compagni di cella era volato un ceffone che poi, l’indomani, avrebbe scatenato una violenta discussione. Alla fine la sberla era solo un preambolo: perché colui che l’ha sferrata ci ha rimesso un pezzo di orecchio, un dito fratturato e un trauma alla testa per il colpo ricevuto da uno sgabello. Momenti di follia quelli che di cui si erano resi protagonisti due detenuti del carcere di Montorio, nell’aprile del 2010. Lesioni aggravate dall’uso dello sgabello è l’accusa con cui un 50enne dovrà presentarsi in tribunale a primavera 2015. Rischia grosso qualora l’accusa punti sull’avvenuta mutilazione della sua vittima. Il compagno di cella infatti venne trasferito in infermeria e poi in ospedale per riattaccare il pezzo di orecchio.

Non fu possibile perché dopo l’intervento di soccorso non venne messo sotto ghiaccio per salvarne i tessuti. La violenza avvenì il giorno dopo che i due si erano accapigliati per la tv. Rientrando in cella, era nuovamente arrivato alla lite. I due si sarebbero ritrovati rapidamente a terra e al culmine della collutazione e uno dei due avrebbe addentato il padiglione sinistro strappandone un pezzo. Non contento, prima che lo fermassero gli agenti della polizia penitenziaria avrebbe continuato a sbattere uno sgabello sulla testa del malcapitato che alla fine riportò anche la frattura dell’anulare destro. Come spiega L’Arena, a cinque anni di distanza, il giudice ha disposto il processo per il presunto aggressore.

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