Verona, sono in arrivo altri 130 profughi: "Ora è emergenza grave ma tra poco sarà un'invasione"

Il presidente della Regione, Luca Zaia, alza nuovamente la voce: "In una botta sola al Veneto ne sono stati assegnati altri 913, il che porta il numero totale dei trasferimenti effettuati da inizio 2014 a circa 7mila"

Adesso è emergenza grave, tra poco diventerà vera e propria invasione, scientemente disorganizzata da uno Stato, debole, confusionario e assolutamente incapace di farsi valere in un’Europa burosaura e priva del benché minimo senso della solidarietà”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, torna ad intervenire con durezza sul continuo afflusso di profughi provenienti dall’operazione Mare Nostrum-Triton. “In una botta sola – dice Zaia snocciolando dati – al Veneto ne sono stati assegnati altri 913, il che porta il numero totale dei trasferimenti effettuati da inizio 2014 a circa 7mila. 1753 sono quelli oggi presenti nelle strutture temporanee e a questi si aggiungeranno i nuovi in arrivo. È come se d’autorità avessero costituito in Veneto, quel Veneto che già ospita oltre 500mila immigrati regolari (il 40% dei quali disoccupato), un nuovo comune di medie dimensioni composto solo da stranieri che arrivano, si fermano, ripartono, scompaiono nel nulla, senza alcun controllo". Zaia fa riferimento all'annuncio dell prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, che nelle scorse ore ha preannunciato l'arrivo in Veneto dei 913 migranti, nel corso della riunione del Tavolo di coordinamento regionale "per i flussi migratori non programmati" da lui presieduta. A Verona, in particolare, ne dovrebbero arrivare 130. A Padova ne giungeranno invece 210, a Treviso e Venezia rispettivamente 205, a Vicenza 123, a Rovigo 23 e a Belluno 17. Ai sindaci sarebbe stata anticipata una circolare con la quale sarà resa nota la possibilità di stipulare protocolli d'intesa tra Prefetture ed enti locali per lo svolgimento da parte dei migranti di attività di utilità sociale, rese gratuitamente e su base volontaria.

"Ma non è finita – ha continuato Zaia – perché la quota totale assegnata al Veneto è di 3mila 742 pressochè in pianta stabile. Tolti i 1753 già presenti, vuol dire che dobbiamo aspettarci ancora più o meno 2mila persone, oltre a quelle che soggiornano in Veneto prima di sparire verso altri lidi misteriosi. Il tutto a conferma che c’è un preciso disegno a tavolino per mettere in croce il Veneto e i veneti”.

I nostri sindaci sono eroi ma non sanno più cosa fare – spiega il presidente veneto – ed io sostengo senza remore i loro No che diventano sempre più frequenti. Gli organismi statali territoriali a stento si trattengono dal manifestare preoccupazioni e difficoltà, che ogni tanto fanno trapelare sui media: invece farebbero bene a dichiarare forte e chiaro ai loro referenti romani; la gente non capisce cosa, come e perché, e quando la gente non riesce a capire, l’allarme sociale è cosa fatta. Gli Italiani e i veneti, già in ginocchio per la crisi, non meritano di essere trattati così. Abbiamo ragionato con coscienza, discusso, proposto soluzioni come quella, inascoltata e inattuata, di un’equa distribuzione del problema tra tutti i Paesi europei. Adesso il Veneto, i veneti e i loro amministratori locali e regionali sono stanchi. Non ci stiamo più e a questo punto non ci sentiamo nemmeno di escludere decisioni clamorose, pur nell’alveo della legalità”.

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