Verona, il sindaco Tosi resta accanto al "suo amico": "Non scarico Giacino per convenienza politica"

Il primo cittadino di Verona ribadisce la fiducia nella magistratura ma anche la vicinanza "umana" al suo ex braccio destro, detenuto da 3 settimane in carcere per corruzione. Il Pd: "Ingranaggio di un sistema di potere"

L'ex vicesindaco Vito Giacino (a sinistra) e il sindaco di Verona, Flavio Tosi

Non crolla la stima e la fiducia nel “suo uomo”, il suo ex braccio destro. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha voluto difendere ancora una volta l’amico Vito Giacino. A maggior ragione dopo la lunga lettera scritta in carcere e consegnata all’opinione pubblica tramite i giornali. Un “memoriale” in cui racconta la sua versione dei fatti e confessa di essere stato privato del suo “diritto di difesa”. E così Tosi, durante il dibattito che incendia tutta la città, non smuove la sua opinione sull’ex vicesindaco. Già si era espresso due giorni dopo l’arresto (del 17 febbraio) dicendo che “Vito Giacino? Era il mio vicesindaco, era ed è un mio amico, perché l'amicizia non si rinnega mai, e spero che possa dimostrare la sua innocenza”. Il concetto, come riporta il Corriere Veneto, rimane:

«Certo, dal punto di vista politico e da quello del consenso, in un momento come questo, per me sarebbe molto più facile scaricarlo e parlarne il più male possibile. Ma non sarebbe giusto»

«da un punto di vista umano, dopo aver letto le sue parole, umanamente posso capire quello che sta provando. E chiaro che quello che scrive è quello che sente, e quindi dal punto di vista umano confermo quello che ho sempre detto. Potrei "scaricarlo", come si usa dire con una brutta parola, sarebbe la cosa più facile. Ma stiamo parlando di una persona che ha lavorato al mio fianco per sette anni e che ha fatto anche tante cose positive per la città. Adesso è aperta questa vicenda tra lui e questo imprenditore. Vedremo come finirà, le indagini sembrano essere ancora in corso e poi ci sarà il processo. Ma dal punto di vista umano - conclude Tosi - leggendo un grido di disperazione come quello che lui ha lanciato dalla sua cella, credo che non si possa restare insensibili»

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LA LETTERA DI GIACINO FA PARLARE LA CITTA'

"HA BISOGNO DEI SUOI CONTATTI E DI TANTI SOLDI": ECCO PERCHE' GIACINO RESTA IN CELLA

Dalle parti dell’opposizione politica invece arrivano parole di tutt’altro significato. Il deputato Pd, Vincenzo D’Arienzo, già segretario provinciale, affida a Facebook la sua linea di pensiero: “Tutti abbiamo letto la lettera che Vito Giacino ha scritto. Auguro a Vito di dimostrare la sua innocenza. Avrà tantissime occasioni, nell'ambito dei tre gradi di giudizio, di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Quindi, sarebbe stato meglio per lui entrare nel merito. Ma il tema non è questo. Se quei fatti saranno confermati, nessuno può continuare a far finta di nulla. Se questo è accaduto è perché c'è a Verona un sistema di potere che ha consentito che ciò avvenisse. Senza quella rete imposta alla città nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere. La magistratura ha scoperchiato un sistema padronale della democrazia nell'ambito del quale accadevano certe cose. Politicamente non possiamo attendere i tre gradi, Verona già oggi non crede a questi amministratori”.

REAZIONI - Non si dice per nulla contento, dell'attestato di solidarietà del sindaco al suo ex braccio destro, il Partito Democratico veronese. "Prima degli amici viene la città - spiega il capogruppo in Consiglio comunale, Michele Bertucco - che non giudica ma chiede chiarezza, tanto più di fronte ad un quadro giudiziario così pesante. Se il sindaco è intenzionato a fare trasparenza su ciò che finora non ha funzionato nella sua amministrazione, allora dia indicazione alla sua maggioranza di votare per la commissione d'indagine prevista dal regolamento comunale. Altrimenti si assuma la responsabilità di trascinare la città in questo clima plumbeo che di fatto ha già paralizzando l'attività del Comune".

Bertucco chiede chiarezza anche sui progetti urbanistici di Verona Sud: "Ikea è lontana e nessun passo in avanti è stato fatto da luglio 2012, Eataly ha solo cambiato collocazione. Non è vero che stanno per partire i lavori del filobus: il procedimento amministrativo del nuovo mezzo deve ancora passare dal consiglio comunale per la variante urbanistica, quello che verrà aperto in stazione è un singolo cantiere complementare ai lavori di ristrutturazione condotti da Grandi Stazioni che sono già in fase avanzata. L'impressione è che Tosi non voglia decidere, o peggio, che si trovi nell'impossibilità di farlo. Anche sul singolare caso di Giorlo, in attesa di defenestrazione senza una motivazione ufficiale, preferisce restarsene in silenzio".

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