Cultura e soldi. Verona ancora esclusa dal miliardo di euro stanziato del Cipe

Del fondo iniziale sono rimasti 170 milioni, ma il Comune non ha ancora presentato un progetto per ottenere dei finanziamenti utili per restaurare il patrimonio culturale

Un miliardo di euro, questi sono i soldi che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) vuole investire per il piano strategico "Turismo e Cultura". Soldi che servono per il restauro e la tutela del patrimonio culturale nazionale. Di questo miliardo di euro ne sono rimasti 170 milioni, ma al momento a Verona non arriverà neanche un euro.

A tutto questo si può rimediare, ma serve un progetto. Serve in pratica che il Comune faccia domanda per accedere a questi fondi spiegando in quale sito culturale saranno poi investiti. Monumenti che necessitano una restaurata ce ne sono e il primo della lista è senz'altro l'Ex Arsenale, su cui però si sta seguendo una strada diversa, con un privato (Italiana Costruzioni), percorso che non permetterebbe di ottenere un finanziamento dal Cipe.

Di fronte a questa brutta situazione che rischia di lasciare Verona a bocca asciutta il sindaco Flavio Tosi è intervenuto, chiedendo la collaborazione di chi siede in Parlamento: "Invito i parlamentari veronesi a cooperare con noi per far sì che, tra i 170 milioni di euro non ancora assegnati nell'ambito del decreto del Cipe che ha stanziato 1 miliardo di euro per la cultura, vi sia uno stanziamento per un intervento importante anche a Verona". Tosi ha però aggiunto che: "Questo stanziamento nella sua quasi totalità è stato destinato a interventi su strutture e monumenti di proprietà dello Stato stesso mentre a Verona i beni culturali oggetto del Decreto sono quasi esclusivamente di proprietà comunale e non statale".

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E su questo tema si è fatto sentire anche il Comitato contro l'Alta Velocità che in una nota ha fatto sapere: "I parlamentari veronesi, soprattutto quelli di maggioranza, sono troppo concentrati a spingere il Tav (treno ad alta velocità) e lasciano perdere tutto il resto con doppio danno per la città! Nel caso venisse realizzata quest'opera ci sarebbero 10 anni di cantieri con devastazioni del territorio e dell'economia solo per quel 5% di utenza ferroviaria che usa questo tipo di infrastruttura. E pur di dare la priorità a quest'inutile opera si devono perdere tutti gli altri finanziamenti che vanno per compensazione altrove".

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