Verona, 16 coltellate contro Laura: "Eccessiva esposizione mediatica. I processi non si fanno in tv"

Sul caso dell'aggressione della 25enne di Nogara da parte del suo ex geloso, Enrico Sganzerla, interviene la Camera penale di Verona: "Si alimenta nella gente l'aspettativa di una punione esemplare prima che decida il giudice"

Tante le donne sotto scorta perché vittime di maltrattamenti e violenze e per le quali la giustizia sta facendo chiarezza. Uno in particolare è quello che riguarda la 25enne Laura Roveri di Nogara, accoltellata per gelosia dall’ex fidanzato, Enrico Sganzerla durante una serata in una discoteca di Vicenza. Più volte la ragazza ha scelto di portare e raccontare la terribile vicenda in tv e sui quotidiani. Sul caso, che ha avuto ribalta nazionale, ha deciso di intervenire la Camera penale di Verona (associazione che raggruppa molti avvocati penalisti scaligeri). Ma non sono parole di conforto. Suonano più come “tirata d’orecchie”, seppur con le dovute cautele. Lo segnala il Corriere Veneto, citandone una nota:

«Senza voler entrare nel merito, segnaliamo come ancora una volta si tenda a spostare la sede dell’accertamento dei fatti e delle responsabilità penali da quella naturale, che è e deve rimanere l’aula di tribunale, a quella della stampa e della televisione».

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Questo perché secondo i penalisti ci sarebbe il rischio di creare nella gente l’aspettativa di punizioni “esemplari” del presunto colpevole prima ancora che il giudice si pronunci e tralasciando l’accertamento dei fatti in un regolare processo che prevede il contraddittorio tra le due parti. Continua la Camera penale

“Si corre inoltre il rischio di fornire all’opinione pubblica un’informazione parziale e distorta, ingenerando nella stessa l’erroneo convincimento di una “sonnolenza” del legislatore , che priverebbe di tutela le vittime, privilegiando il carnefice … L’eccessiva esposizione mediatica inoltre si sottolinea che potrebbe pregiudicare la serenità necessaria a tutti i soggetti processuali coinvolti nella vicenda, serenità che deve essere garantita per un giudizio equilibrato nell’interesse di tutte le parti processuali coinvolte nella vicenda».

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