Scuola responsabile: smartphone, facebook e whatsapp rimangono fuori dall'aula durante le lezioni

La scuola media Catullo di San Giorgio lancia un segnale forte ai suoi studenti: stop tecnologico in classe a favore di un uso consapevole e rispettoso della tecnologia 2.0

Facebook, Whatsapp, video, foto ufficialmente bocciati dalla scuola media Catullo in via Breccia a San Giorgio. Da ieri all'interno dell'istituto gli studenti hanno dovuto abbandonare la comunicazione 2.0 a favore delle vecchie e tradizionali relazioni interpersonali, costretti dalla dirigente a lasciare i propri smartphone all'ingresso dell'aula per poi riprenderli una volta terminata la lezione.

Un segnale forte che la scuola ha voluto dare ai propri studenti, sulla base anche di quanto sostenuto dagli esperti, secondo i quali sempre più spesso ragazzini tra gli 11 e i 14 anni utilizzano smartphone e applicazioni annesse per veicolare, postare e condividere foto e filmati spesso accompagnati da insulti e prese in giro. E proprio per scongiurare comportamenti di questo tipo la dirigente, Lidia Marcazzan, ha optato per uno stop tecnologico che vuole avere un significato simbolico: "Spegnere la realtà virtuale e accendere, a tutti gli effetti, le relazioni reali della comunità scolastica", ha spiegato la dirigente al quotidiano L'Arena.

Oggi le famiglie degli studenti verranno informate in merito al provvedimento attuato ed invitate a partecipare ad un incontro con uno psicologo che si terrà il 23 febbraio, in cui verranno affrontati i rischi legati all'utilizzo delle nuove tecnologie. Un incontro motivato dal comportamento degli studenti stessi che, come la dirigente riferisce, in questi mesi si sono dimostrati irrispettosi nei confronti delle regole dell'istituto, tenendo il cellulare acceso in classe, spesso nascondendolo per riprendere lezioni, docenti e compagni. Un atteggiamento che porta a conseguenze incontrollate come la diffusione sulla rete di filmati e foto che generano commenti spesso offensivi e molesti.

La scuola rischia così di trasformarsi in un luogo di degenerazione e sviluppo di violenza verbale e fisica. Lo conferma la stessa Marcazzan raccontando come tra gli studenti l'irascibilità e l'aggressività siano fenomeni sempre più diffusi e presenti all'interno delle mura scolastiche. Lo psicologo dello sportello, attivato nell'istituto a partire da quest'anno, spiega questa violenza crescente con il fenomeno dell'emulazione: la risonanza data dai media a fatti con protagonista l'aggressività scatena nei più giovani una tendenza ad imitarli.

La Marcazzan rassicura che in caso di malessere o emergenza le famiglie saranno avvertite tramite il telefono della scuola. Quindi nessuna preoccupazione per i genitori, ma un gesto forte che vuole educare ad un uso responsabile e consapevole della nuova tecnologia.

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