Verona, scontro sui centri commerciali a Verona Sud: "Cambia così la città"

Cantieri alle ex Cartiere, alle ex Officine Adige e alla Manifattura tabacchi. L'idea di vendere 24mila metri quadri dei Magazzini generali ad uso negozi e uffici scatena le polemiche. I dati del Comune: "89mila metri quadri impegnati"

Non c'è alcuna colata di cemento fine a se' stessa, quanto una "riqualificazione". Nemmeno "invasione" di centri commerciali perché si tratterebbe invece di "sviluppo commerciale". Risponde ad ogni accusa l'assessore all'Urbanistica, Vito Giacino, anche vicesindaco di Verona. Contro di lui, e le decisioni su Verona Sud, l'opposizione del Pd si fa sempre più dura. A dare battaglia anche le associazioni ambientaliste. A scatenare l'ultimo bailamme è la decisione di vendere porzioni dell'area degli ex Magazzini generali, in zona Fiera. L'idea è di "far cassa" con destinazione negozi e uffici. Stessa storia, ma con progetti già avviati e previsti, nelle zone dell'ex Manifattura tabacchi, alle Cartiere, alle ex Officine Adige e verso Cadidavid, con il colosso Ikea in fermento per il nuovo centro. A lanciare il sasso contro l'amministrazione è l'associazione Italia Nostra, sulle pagine de l'Arena, che nota come

"l´87 per cento del totale della aree del Piano degli interventi in quinta circoscrizione sono commerciali, per un totale di 435mila metri quadrati"

Ma a questi dati Giacino non ci sta e spiega in che modo ogni singolo itervento produrrà "benefici" alle zone limitrofe e in generale alla città. Secondo il vicesindaco

sono stati firmati accordi per 89mila metri quadri di aree commerciali e non per 435mila... Se si vuole un confronto serio i dati devono essere riportati correttamente e non bisogna mettere insieme ciò che già è stato approvato con progetti ancora tutti da discutere.


Alle ex Cartiere sono previsti lavori, per il centro commerciale, che si ripercuoteranno sulla viabilità vicino al cimitero: dalle criticità di via Basso Acquar e via Tombetta alla rotatoria del cavalcavia di viale Piave. Proprio in viale Piave il cantiere previsto per l'ex Manifattura è fermo: bloccato dal Piano di coordinamento che considera gli edifici di "interesse" archeologico-industriale. Sarà il progetto delle ex Officine, teoricamente, a partire per primo. Giacino è sicuro che la riqualificazione porterà un nuovo assetto delle strade: svincoli per le tangenziali in via Vigasio e via Morgagni. Infine il progetto di cessione di 24mila metri quadrati dell'area degli ex Magazzini generali, sul totale dei 63mila disponibili. Secondo i quotidiani locali la vendita dei lotti potrebbe portare almeno 20 milioni di euro in cassa. 

IN CONSIGLIO - "Il vicesindaco Giacino sembra non avere nemmeno il coraggio delle sue azioni. Dicendo che a Verona Sud sono stati definiti accordi per la realizzazione di 'soli' 89 mila metri quadri di commerciale (risultato della somma degli interventi previsti alle ex Adige, alle ex Cartiere, all'ex Manifattura Tabacchi e davanti alla Fiera) vorrebbe far credere che il resto della programmazione urbanistica da lui stesso approvata sia provvisoria o, peggio, carta straccia". Replicano a stretto giro i consiglieri democratici Michele Bertucco e Luigi Ugoli. "Questi 89mila metri quadri rappresentano da soli i due terzi delle grandi superfici commerciali ad oggi già esistenti in tutta la provincia di Verona (TABELLE ALLEGATE), e che l'intervento sull'ex area Bias aggiungerebbe da solo a questo numero altri 240mila metri quadri.

Continuano gli esponenti del Pd: "I numeri sono tutti contenuti nelle schede norma che Tosi e Giacino hanno approvato, schede che parlano per l'intera città di un totale di 495mila metri quadri di grandi superfici di vendita da realizzare, l'87% dei quali concentrato appunto a Verona Sud. In questo devastante e insensato progetto (quali clienti per tutti questi centri commerciali?) l'unica incognita riguarda il quarto centro commerciale di Verona Est, che infatti non abbiamo mai conteggiato".

"Nell'elencare le opere di "compensazione" non si trova nulla, nelle parole di Giacino, che vada davvero a vantaggio dei quartieri di Verona Sud. Non esiste alcuno studio progettuale complessivo dell'impatto sulla mobilità e sulla rete viaria che questi interventi determineranno, né si è avviato un processo partecipativo per ascoltare i cittadini che dovranno sopportare questi nuovi interventi. Si parla di nuovi svincoli da realizzare e di strade da allargare, tutte opere funzionali a contenere il vertiginoso aumento del traffico che i nuovi centri commerciali indurranno, mentre, guarda caso, i cittadini di Borgo Roma, Cadidavid e Golosine chiedono l'esatto contrario, ovvero meno strade (o per lo meno quelle davvero necessarie a sgravare i quartieri, come la Variante alla Statale 12) e più verde di cui i citati quartieri sono storicamente creditori nei confronti del Comune di Verona".

CONSULTA LE SCHEDE PRESENTATE DAL PARTITO DEMOCRATICO SUI CENTRI COMMERCIALI (download)

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