Verona, scontri a Bologna: arrestato tifoso 39enne sospettato di accoltellamento

Provvedimento differito eseguito a Bologna, dopo gli incidenti prima della partita con l'Hellas. E' un bolognese legato al gruppo "Beata gioventù". Accusato di rissa aggravata e lesioni. In video lo si vede con un'arma in mano

(Foto web)

Un arresto differito è stato eseguito a Bologna, dopo gli incidenti di Bologna-Verona. E' un bolognese di 39 anni, legato al gruppo di tifosi "Beata gioventù". E' accusato di rissa aggravata e lesioni. Nelle immagini lo si vede con un'arma in mano, probabilmente un coltello. E' sospettato di essere coinvolto nel ferimento del veronese accoltellato al braccio. La vittima è un tifoso di 28 anni, soccorso fuori dallo stadio Dall'Ara. Ha rimediato una coltellata al braccio sinistro. Agli agenti che lo hanno sentito, il ragazzo aveva detto di non essere stato aggredito, ma di essersi fatto male da solo, cadendo a terra durante gli scontri. Una versione che è apparsa poco compatibile con il tipo di lesione, una "ferita penetrante" da arma da taglio. Meno serie le condizioni degli altri due veronesi finiti al pronto soccorso, un 23enne colpito alla testa, forse con una bottigliata, e un 25enne che ha avuto una lussazione a una spalla.

Il tifoso arrestato, di origine toscana ma da tempo residente nel Bolognese, era già conosciuto alla Digos cittadina come tifoso violento; ha precedenti per rissa e nel 2007 aveva ricevuto un "Daspo" di tre anni (il provvedimento che vieta l'accesso agli stadi) dopo alcuni scontri in occasione di una partita Bologna-Napoli. Martedì mattina la sua abitazione è stata perquisita e gli investigatori hanno sequestrato un coltello a serramanico da 20 centimetri. Nei fotogrammi, ricavati dalle riprese fatte dalla polizia Scientifica di Bologna e di Verona, l'uomo è immortalato con in mano un oggetto che, secondo gli investigatori, è un coltello. Si potrebbe trattare dell'arma che ha colpito al braccio sinistro il 28enne, il più grave dei feriti nei tafferugli, finito in ospedale con 30 giorni di prognosi. Nelle immagini della polizia si vede anche "volare" fra i litiganti una panca in legno, che viene lanciata in aria: secondo gli investigatori era stata sottratta da una vicina chiesa (probabilmente San Gioacchino, in via Don Sturzo), dai tifosi del Verona che volevano difendersi dall'aggressione.

REAZIONI - "Nessuna indulgenza verso questi soggetti, che definire tifosi è una bestemmia". Così il questore di Bologna, Vincenzo Stingone, ha commentato i provvedimenti scattati fra il capoluogo emiliano e quello scaligero. "Ritengono di avere una sorta di impunità - ha aggiunto - e sono convinti che allo stadio sia possibile fare di tutto, come fosse una zona franca. Noi dobbiamo essere severi perchè non è possibile che una minoranza di teppisti debba condizionare una maggioranza di persone perbene, che vanno allo stadio per assistere a una evento sportivo". Ha poi ribadito di trovare 'singolare' che molti degli ultras coinvolti nei tafferugli siano in possesso della tessera del tifoso: "sono tifosi fidelizzati che dovrebbero garantire un comportamento civile, invece hanno avuto un comportamento inaccettabile e questo fa riflettere". Stingone ha ricordato che un folto gruppo di tifosi del Verona non voleva salire sui pullman che dovevano portarli dalla stazione allo stadio: "hanno anche minacciato e schiaffeggiato un autista del bus, costringendolo a farli scendere prima, e poi è successo quello che sappiamo".

Il questore ha sottolineato che per scongiurare incidenti più gravi domenica e arrivare a questi provvedimenti, la Digos bolognese ha lavorato con grande sinergia con quella di Verona.

TAFFERUGLI FUORI DAL STADIO PRIMA DI BOLOGNA-HELLAS VERONA

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