Verona, "mi stava rubando la moglie": tre coltellate al rivale in amore sotto casa

Violenta lite tra un marocchino di 57 anni e il "contendente" della donna, connazionale di 38 a Porto San Pancrazio. Accusato di tentato omicidio premeditato. La vittima: "Ce l'aveva con me perchè l'avevo sorpreso a rubare"

Ha accoltellato il “rivale in amore”, quello che, secondo lui, gli stava portando via la moglie. Tre fendenti in zone vitali del corpo: al collo, all’addome e al torace, tramite un coltellino. La lite con aggressione era avvenuta il 2 agosto scorso, in via Flaminio, a Porto San Pancrazio, e da allora Mustapha Antar, marocchino di 57 anni, è rinchiuso in carcere dove rimarrà fino al 21 gennaio 2014, per il processo. E’ accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e da futili motivi. Così ha deciso il giudice per le udienze preliminari, Laura Donati, rispetto alla vicenda che ruota attorno alla contesa d’amore. Questo almeno è ciò che è stato ricostruito fino a martedì, quando il 57enne si è presentato nell’aula del Tribunale per fissare il dibattimento. Secondo l’accusa, Antar, quella sera di agosto, era sceso in strada per gettare l’immondizia e si sarebbe trovato davanti il connazionale di 38 anni, vicino di casa e “colpevole” secondo lui, di “provarci” insistentemente con la moglie.

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Dal suo racconto è emerso che si era trovato l’uomo armato di coltellino appena aveva varcato la soglia. La Procura ha poi ipotizzato che fosse nata una violenta collutazione nella quale ad avere la peggio, con la sua stessa lama, era stato il giovane “rivale”. Non sarebbe stata però la prima volta che ingaggiavano un faccia-a-faccia. Due anni prima, come spiegano i quotidiani locali, il 38enne avrebbe sorpreso Antar mentre rubava merce nel supermercato dove era impiegato come sorvegliante. Secondo la vittima dell’accoltellamento, sarebbe stato quell’episodio a scatenare l’odio tra i due. Nessun motivo passionale, avrebbe ribadito più volte il 38enne, ma solo una “vendetta premeditata”. Il 2 agosto avrebbe trovato l’auto danneggiata ed era andato dal meccanico: al suo ritorno ha raccontato di aver trovato il 57enne ad aspettarlo. La discussione era poi sfociata nel sangue. Sul posto erano giunti i carabinieri che avevano arrestato il presunto accoltellatore, mentre il 118 si era occupato del ferito. Le coltellate, inferte in zone sensibili del corpo, gli sono valse la pesante accusa di tentato omicidio, anche se la vittima non ha mai rischiato la vita. Se la sarebbe cavata con 25 giorni di prognosi.

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