Verona, aggressioni fra detenuti in carcere: "La situazione precipita"

Picchetto dei radicali con un gazebo all'esterno dellistituto di Montorio. Denuncia del sindacato di polizia penitenziaria: "Mancano 70 agenti. La nuova direttrice mette in dubbio la sicurezza del personale"

Nuovo episodio di violenza, tra i detenuti, in carcere a Montorio. Una situazione pesante, denunciata dai sindacati della polizia penitenziaria che hanno proclamato lo stato di agitazione del personale. Tutto questo mentre all'esterno del carcere un gazebo dei radicali si pronunciava contro il sovraffollamento dell'istituto di pena veronese. Fuori c'erano dunque gli attivisti e dentro scoppiava il finimondo. La denuncia del Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, è arrivata 24 ore dopo l'ultimo episodio di violenza. Una lite era scoppiata nella sezione "Protetti": due detenuti ne avevano aggredito un terzo, ferendolo. "Tutto per problemi già esistenti" dichiarano i sindacati. L'accusa è contro la direttrice Maria Grazia Bregoli, se ne chiede ancora la rimozione e si avanza l'ipotesi di un'ispezione ministeriale: "Il nuovo vertice del carcere - spiega il segretario Giovanni Battista Durante - sta adottando provvedimento che mettono in serio dubbio la sicurezza di chi ci lavora e degli stessi detenuti". "Situazione al limite - denunciano i sindacati - il sovraffollamento è troppo forte e mancano 70 agenti".

A tutto questo si aggiungono i conflitti con la direttrice che non ha intenzione di cedere alle richieste. In pco più di venti giorni si sono verificate due aggressioni ai danni di altrettanti agenti e un black-out totale che aveva fatto tremare per ore i secondini. Anche gli appelli del Sappe si susseguono da giorni. Alcuni giorni fa il sopralluogo del segretario Durante aveva rilevato che "su 450 posti disponibili i detenuti sono giunti a superare le 900 unità, a Montorio. A tutto ciò si aggiunge un tale carico di lavoro per il personale che sui circa 300 agenti ben 45 sono in malattia vittime dello stress". Il clima è teso e a recepire il disagio dei detenuti e del personale, come sempre, sono i radicali. Secondo il coordinamento provinciale la proposta del sindaco Flavio Tosi di adattare le caserme dismesse per far spazio ai carcerati meno pericolosi, e partire da lì per riavviarli al lavoro, non sarebbe una brutta idea. Intanto il gazebo serve a pubblicizzare i loro 12 referendum, 10 dei quali in tema giustizia: dai provvedimenti di reclusione, fino all'abolizione dell'ergastolo e alla figura dei magistrati. Servono 500mila firme per ogni quesito.

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