Verona, si rifiuta di pagare le prestazioni sessuali, la trans lo accoltella e lui si inventa una rapina

Un giorno dello scorso marzo si era presentato ai carabinieri e aveva denunciato di essere stato aggredito da tre stranieri mentre camminava nel pieno centro di Villafranca. Ma la ricostruzione era fasulla

Un giorno dello scorso marzo si era presentato ai carabinieri e aveva denunciato di essere stato aggredito, la sera precedente, mentre camminava nel pieno centro di Villafranca di Verona, tra la stazione ferroviaria e alcuni locali pubblici. Lui, un 30enne di Sommacampagna, nella colluttazione era stato anche accoltellato ad una gamba e alla mano, con tanto di referto medico stilato dai sanitari del Pronto soccorso locale. Erano così scattate immediatamente le ricerche per dare un volto ed un nome ai tre responsabili della grave aggressione.

Solo tre mesi dopo, al termine di un accurato lavoro d’indagine, i carabinieri di Villafranca sono giunti a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Si è così appurato che il giovane era stato certamente aggredito e ferito con un’arma da taglio, ma non a Villafranca da parte di tre stranieri sconosciuti, bensì a Verona, da parte di una transessuale sudamericana che non aveva gradito il rifiuto del giovane di pagare alcune prestazioni sessuali. La prima fase delle indagini si era pertanto chiusa con la denuncia a piede libero per simulazione di reato. Non rimaneva che identificare e rintracciare chi l’aveva aggredito, risultato raggiunto all’alba di giovedì 19 giugno, quando i carabinieri di Villafranca hanno bussato alla porta dell’abitazione della brasiliana nel quartiere di Borgo Roma. Per lei il fermo in caserma e la denuncia per rapina e lesioni.

IL RACCONTO - Il giovane aveva raccontato di essere stato aggredito nel parcheggio della stazione di Villafranca, il 7 marzo. In tre, secondo la testimonianza fornita ai carabinieri di Sommacampagna, lo avrebbero avvicinato e sotto la minaccia di un coltello gli avrebbero intimato di consegnare il cellulare. Poi, invece di rubare ciò che avevano chiesto, lo avrebbero colpito e mezzo tramortito, lasciandolo a terra sullo spiazzo, e fuggendo a mani vuote. Lui si era poi recato al Pronto soccorso e al mattino successivo era andato a sporgere regolare denuncia. Ma "le bugie hanno le gambe corte". E a farne le spese è stato l'uomo e anche la prostituta.

IL "CASO VILLAFRANCA" SI SMONTA - All'indomani dell'episodio, i cui dettagli si erano sparsi in città, era scoppiato il "caso sicurezza", tenuto a bada però dalle istituzioni. "Escludiamo dunque - ha spiegato il capitano dei carabinieri di Villafranca, Alberto Granà - la presenza di una banda di tre stranieri che da marzo in poi gira per il paese a rapinare ragazzi perchè non è mai esistita. Era stata una segnalazione diffusa dallo stesso ragazzo allo scopo di nascondere l'imbarazzo. Abbiamo ricostruito dopo alcuni giorni che dinamica e circostanze erano completamente diverse da quelle denunciate". Secondo quanto accertato, il ragazzo aveva preso contatti con la trans mediante un sito web d'incontri, "Badoo", da una pagina volutamente scarna di dettagli. Arrivato sul posto, a Verona, si sarebbe accorto della realtà delle cose e avrebbe negato di voler fare sesso scatenando la violenta reazione della ragazza.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Con il dottor Claudio Zorzi dell'ospedale di Negrar l'Ortopedia veronese ai vertici in Italia

  • Cosa fare a Verona e provincia durante il weekend dal 15 al 17 novembre 2019

  • Operato a Verona, un paziente ringrazia: «Ho finalmente rivisto la luce»

  • Guai per una cooperativa: scovati 240 lavoratori irregolari e 7 in "nero"

  • È di Stallavena il secondo panettone artigianale più buono d'Italia

  • Senza cinture al momento dello scontro: grave la bimba, indagata la madre

Torna su
VeronaSera è in caricamento