Verona, donne picchiate e maltrattate: con "Clara" nasce la rete antiviolenza

Il progetto "Città, lavoro, accoglienza, reti, antiviolenza” sarà finanziato da Comune e Presidenza del Consiglio dei ministri. Sportelli anche in provincia e spazio di ascolto per gli uomini maneschi e pericolosi

Prende un nome femminile, "Clara" e nell'acrononimo nasconde la sintesi del progetto di tutela: "Città, lavoro, accoglienza, reti, antiviolenza”. In realtà, la "rete" lavora in silenzio dallo scorso dicembre e vede il Comune di Verona impegnato nella prevenzione e contrasto alla violenza maschile sulle donne.

"Clara" ha una durata di 18 mesi e quindi si concluderà a giugno 2014, data entro la quale, per le azioni programmate, sarà impiegato il finanziamento di 140mila euro del dipartimento alle Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, a cui si aggiungono i 35mila euro stanziati nel bilancio comunale. L’iniziativa è portata avanti dall’assessorato alle Pari opportunità, Anna Leso, insieme ad altri 11 partner: Ulss 20, 21, 22, università di Verona, Telefono Rosa, cooperative sociali Azalea, L’Albero e il Ponte, Studio Gugliema, Consulta delle associazioni femminili, Eurodonne. “Dopo una lunga fase di programmazione – ha detto Leso – finalmente questo progetto, arrivato terzo a livello nazionale e quindi finanziato dalla Presidenza dei Ministri, prende il via. Si tratta di un’iniziativa importante, per supportare le donne vittime di violenza, che si avvale della metodologia del lavoro di rete, per la quale enti pubblici e soggetti privati che operano nel sociale intervengono ciascuno con le proprie competenze e risorse umane, allo scopo di unire tutte le forze così da moltiplicare gli strumenti a disposizione. Punto di forza di Clara è la copertura territoriale, che va al di là degli ambiti di competenza di ciascun partner andando a raggiungere i confini dell’intera provincia”. Il progetto è già attivo con quattro servizi gratuiti che vanno a rafforzare l’attività del centro antiviolenza P.e.t.r.a. e della casa rifugio di Verona.

SPORTELLI - Tra dicembre e marzo sono stati attivati 3 sportelli provinciali per donne vittime di violenza e maltrattamenti, uno per ciascuna Ulss della provincia di Verona: San Bonifacio, Porto di Legnago e Villafranca. Aperti un giorno la settimana, danno la possibilità di un servizio dedicato, con personale specialistico, anche a tutte quelle donne della provincia che sarebbero in difficoltà a raggiungere il centro antiviolenza P.e.t.r.a. Offrono ascolto telefonico, accoglienza e colloqui, sostegno psicologico e sociale, accompagnamento e protezione, garantendo anonimato e riservatezza.

SPAZIO ASCOLTO PER UOMINI - La sperimentazione “Non agire violenza scegli il cambiamento” offre ascolto telefonico e accoglienza agli uomini che agiscono violenza, per un percorso individuale mirato al cambiamento dei maltrattanti. Si tratta del secondo spazio specialistico pubblico in Italia, dopo quello di Modena, che persegue le seguenti finalità: eliminare la violenza nelle relazioni interpersonali attraverso la promozione di programmi di cambiamento; migliorare la sicurezza delle donne vittime della violenza; ridurre i danni legati agli aspetti psicologici, sociali e sanitari a carico delle vittime; offrire una concreta possibilità di cambiamento ai soggetti che agiscono violenza; ridurre il rischio delle recidive di maltrattamento.

PERCORSI PER DONNE - Percorsi per il recupero dell’autonomia lavorativa e abitativa delle donne, per favorire il reinserimento lavorativo, il reperimento abitativo e di promuovere l’autonomia delle donne vittime di violenza attraverso canali di confronto con gli Enti del territorio, protocolli d’intesa o linee guida. Vengono predisposti percorsi per il reperimento di lavoro, di un’abitazione e di un supporto per i figli minori, se presenti, e creati ponti tra i diversi Enti attraverso azioni sul territorio, che siano complementari, sviluppando modelli e strumenti volti a migliorare le condizioni di vita e l’indipendenza delle donne vittime di violenza e maltrattamenti.

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FORMAZIONE - Formazione di un gruppo di famiglie di accoglienza e di prossimità per donne vittime di violenza maschile e maltrattamenti. Per la prima volta in Italia, vengono accolte in famiglia donne maggiorenni, anche con figli minori, conosciute dai Servizi sociali. L’ospitalità può durare fino a 15 giorni. E’ già stato formato un gruppo di 6 famiglie disponibili, siglato un protocollo d’intesa ed è stata fatta un’ospitalità di una donna con 2 bambini. Ulteriori informazioni sul progetto Clara sono disponibili contattando il "Servizio Cultura delle differenze e Pari opportunità", al numero 0458078539, o sul portale del Comune di Verona.  

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