Verona, su Report-Tosi "Ignobile attacco", "Chiarezza", "Dimissioni": le reazioni da destra a sinistra

Senatrici della Lega Nord scandalizzate: "Infamie e bugie", 5 Stelle e Pd alla carica: "Risponda ai sospetti o se ne vada", pugno duro della Lista Tosi: "Risponderemo con fermezza ad ogni attacco", l'ex presidente Agec: "Indagini"

QUOTE ROSAVERDI - "Abbiamo visto la puntata di Report andata in onda lunedì sera sulla televisione di Stato, abbiamo assistito a ricostruzioni prive di ogni fondamento. Illazioni, infamie e bugie, un susseguirsi di ipotesi, una corsa a espressioni ipotetiche, veri e propri escamotage legali che indicano la piena consapevolezza di aver messo in piedi un servizio senza aver alcuna prova a supporto di fantasiose ricostruzioni e teorie - spiegano le senatrici venete della Lega Nord, Emanuela Munerato, Raffaela Bellot, Erika Stefani e Patrizia Bisinella -. La realtà è che Flavio Tosi spaventa perchè è una grandissima risorsa per la politica e non solo per il comune di Verona, intimorisce i professionisti della mera propaganda elettorale per la sua competenza. Invece di gettare fumo negli occhi alla gente, la Gabanelli dovrebbe fare un monumento alla Lega e a Tosi perchè ha capito che il nostro brand tira, visto che solo con le bugie su di noi lo share di Report diventa a due cifre".

 

L'OPPOSITORE VALDEGAMBERI - “Un amministratore pubblico - spiega Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veronese di Futuro Popolare - ha il dovere di essere trasparente, e questo modo di agire andrà anche a suo vantaggio. L'amministrazione Tosi, invece, come so bene perché ne ho avuto più volte esperienza personale, sinora è andata avanti senza rispondere alle richieste di documenti e querelando chi solleva dubbi o la pensa in maniera diversa. Il sindaco ora deve chiarire per filo e per segno quanto è emerso nell'inchiesta trasmessa da Report, perché la città ha bisogno di spiegazioni perché solo così può tornare ad avere fiducia nelle istituzioni. Non può limitarsi a replicare con le offese e basta. E' obbligato ad essere finalmente trasparente, cambiando un modo di comportarsi che è ormai costante. Il “metodo Tosi” fatto di mancanza di risposte ormai non paga più. E' meglio che se ne renda conto”.

PRESUNTI VIDEO HARD E CONVERSAZIONI NASCOSTE: REPORT CONTRO TOSI

GIORLO E L'INTERVISTA DEI "NON SO": DA QUI LE SUE DIMISSIONI

PD ALL'ATTACCO - Fanno notare Alessio Albertini e Orietta Salemi, rispettivamente segretario provinciale e segretario cittadino del Pd di Verona che "quanto emerso lascia intravedere rapporti diretti tra l'amministrazione guidata da Flavio Tosi ed esponenti legati alla criminalità organizzata calabrese. Ci era stato promesso un "modello Verona" come città efficiente e bene amministrata. Per infiltrazioni mafiose la legge prevede lo scioglimento del Consiglio comunale anche senza la prova di commissione di reati da parte degli amministratori, potendo bastare semplici elementi di un collegamento o influenza tra l'amministrazione e i sodalizi criminali. A questo punto, se i fatti descritti da Report fossero confermati, la politica non avrebbe più alcuno strumento di azione, ma sarebbe il Prefetto a dover valutare lo scioglimento del Consiglio Comunale di Verona per infiltrazioni mafiose".

TOSI SU REPORT: "SONO MERDE, HANNO GETTATO SOLO FANGO". GIORGETTI CHIEDE INDAGINE

TOSIANI DI SUPPORTO - "Dopo aver visto la trasmissione - spiegano in una nota congiunta i consiglieri comunali della Lista Tosi - riteniamo doveroso esprimere innanzitutto la nostra più totale solidarietà al sindaco Flavio Tosi per l’attacco ignobile e gratuito che certa informazione spazzatura gli ha sferrato contro, in spregio ad ogni regola di democrazia, legalità e di verità. Verona e i veronesi non meritano certo di essere rappresentati da un servizio televisivo falso, artatamente contraffatto da esperti manipolatori e privo della ben che minima prova di colpevolezza nei confronti di Tosi. Pertanto nel rivendicare la nostra piena legittimità a governare Verona, vogliamo ribadire che da oggi in avanti risponderemo con fermezza ad ogni attacco, ad ogni insulto o calunnia che ci dovesse pervenire da chi che sia. Tutti noi consiglieri della Lista Tosi siamo completamente estranei a ogni vicenda o fatto che possa essere riconducibile o vicino ad ambienti malavitosi o della criminalità organizzata e diffidano chiunque dall’affermare o diffondere notizie false e calunniose della nostra rispettabilità e onorabilità.
Infine, a coloro che hanno chiesto o che chiederanno lo scioglimento del consiglio Comunale di Verona per possibili infiltrazioni mafiose diciamo: una nostra risata vi seppellirà perché voi siete già politicamente e moralmente morti!
".

L'EX PRESIDENTE DI AGEC - "La parte più grave, significativa e inquietante delle rivelazioni di Report - confessa Michele Croce, ex presidente di Agec e fondatore di Verona Pulita - è quella che riguarda la presenza di personaggi legati alla ‘ndrangheta e comunque discussi e indagati, i rapporti particolari, politici, amicali, di sponsorizzazione, di presenze negli appalti e nelle attività del Comune di Verona. I rapporti, documentati ed emersi chiaramente, tra il sindaco Tosi, alcuni suoi assessori e consiglieri e personaggi espressione di tali ambienti non si rivelano solo inopportuni ma lasciano gravi preoccupazioni nella pubblica opinione circa le loro conseguenze.

Emerge la necessità di rispondere ad alcune domande inevitabili per una seria valutazione dei fatti emersi, dei rapporti interpersonali, dei collegamenti politici, delle donazioni o dei finanziamenti, dei pranzi offerti e di tutte quelle attività rivelatrici di rapporti con ambienti malavitosi in Calabria e con loro propaggini nel Veronese. Notoriamente tali forme di sostegno, amicizia, collegamento sono foriere di attività che possono diventare ricattatorie o richiedere contropartite illecite, diventare strumenti di alterazione delle procedure e del buon governo delle pubbliche attività.

È un problema che coinvolge le funzioni e le responsabilità del procuratore capo di Verona e del prefetto, rappresentante del Governo nella nostra provincia e nel cui potere c’è pure la valutazione relativa al possibile commissariamento del Comune se le infiltrazioni sono accertate. Ad essi spetta fugare, con atti responsabili e per quanto possibile celeri, le incertezze, i sospetti, lo sgomento della pubblica opinione. Ciò comporta, lo diciamo con grande dolore ed umiliazione, anche giungere al commissariamento della città e consentire la futura ripresa, con le forze sane disponibili che i cittadini sapranno sostenere con il loro democratico consenso."

GRILLINI A CACCIA DI CHIAREZZA - "Anziché liquidare tutto come 'm...', perché il sindaco Tosi non dà spiegazioni? - si domanda il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati -. Partiamo dal presupposto che il servizio di Report parla per condizionali, che utilizza testimoni senza un nome né un volto. Partiamo dal presupposto che non si vedono filmini hard né documenti che provino frequentazioni del sindaco con l’’ndrangheta. Tuttavia questo servizio mette sul tavolo parecchi sospetti sull’operato del sindaco, di parte della sua amministrazione e di quei politici di cui Tosi si è attorniato negli anni. E allora ci dia delle spiegazioni, il sindaco, oppure si dimetta. Perché quegli amici legati all’’ndrangheta? Perché quegli stessi calabresi dal curriculum sospetto brindavano con i politici eletti dai cittadini dentro il municipio? Perché la sala della Gran Guardia era stata concessa gratuitamente alla moglie del comandante della Finanza? Ci spieghi queste cose Tosi, e allora tutti saremo felici di criticare il lavoro di Report. Altrimenti dovrà partire un’indagine esterna per fare chiarezza. E in quel caso querele preventive e turpiloqui serviranno a ben poco".

LA PUNTATA INTEGRALE DI REPORT SU VERONA

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