Verona, il referendum per l'indipendenza del Veneto macina voti online: "Segni di sentimento condiviso"

Nel capoluogo scaligero e provincia sarebbero già arrivato a 92mila i veronesi che hanno espresso la propria preferenza. Tosi: "Una sfida allo Stato centrale e al suo immobilismo". Zaia: "Ben vengano queste iniziative"

foto web

Già oltre 700mila i voti raccolti. Sono quelli per l'indipendenza del Veneto secondo gli organizzatori di "Plebiscito.eu". I cittadini veneti in due giorni di sono espressi così in merito all'autodeterminazione della regione, sfruttando i seggi predisposti nel territorio, il numero di telefono apposito o il sito internet. Continua ad essere Vicenza la provincia con la più alta affluenza (oltre 182mila elettori), seguita da Treviso (179mila), Padova (166mila), Venezia (143mila), Verona (92mila), Belluno (28mila) e Rovigo (29mila). Una consultazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe fare il paio con quelle, ufficiali, previste in Catalogna e in Scozia e nel contempo una notizia che trova risalto sulla stampa internazionale: ne parlano infatti il Times di Londra, El Mundo in Spagna e anche la tedesca Suddeutsche Zeitung.

REAZIONI - Il risultato "finale" del referendum per l'indipendenza del Veneto "vuole essere quello di una sfida allo Stato centrale e al suo immobilismo. Sarebbe un segnale forte" ha spiegato il sindaco di Verona, Flavio Tosi, a margine dell'inaugurazione dello store "Eataly" a Milano, commentando la decisione della Lega Nord di indire una raccolta firme a favore del referendum sull'indipendenza del Veneto e ribadendo che il risultato finale non sarebbe la secessione dal resto del Paese ma "rappresenterebbe un segnale molto forte".

Secondo il presidente della Regione, Luca Zaia, "questo ulteriore risultato non fa che ribadire come il sentimento indipendentista sia ormai ubiquitario in Veneto - sottolinea Zaia -. Ben vengano iniziative come questa che riprendono lo spirito di altre organizzate in passato, sempre nate e gestite dal basso. Mi auguro che il risultato di questo referendum online - conclude - sia uno stimolo affinche' il consiglio regionale approvi il progetto di legge di indizione del referendum e quindi dia il via formale alla procedura".

"Impossibile stabilire quanto ci sia di vero nei numeri che sono stati diffusi dai promotori - spiega invece Stefano Fracasso, vice capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale -. Ma c'e' un modo semplice, insindacabile e a costo zero per capire cosa pensano i veneti sull'indipendenza: alle prossime elezioni regionali, che si terranno nel 2015, le forze politiche dicano tutte, in maniera aperta, chiara e trasparente, la loro posizione sul tema".

Aggiunge Fracasso: "Quella del Partito Democratico è nota: autonomia regionale. Il voto ci dirà da che parte stanno i veneti se le liste degli indipendentisti raccoglieranno voti a due cifre, come in Catalogna, oppure l'uno virgola qualcosa per cento come alle ultime elezioni politiche. E finalmente riusciremo anche a capire da che parte stanno realmente il presidente Zaia e le forze politiche che lo sostengono, come Forza Italia e Nuovo Centro Destra, che continuano a giocare nell'ambiguità". Nel frattempo i veneti, per Fracasso, "chiedono scelte concrete che nulla centrano con l'indipendenza, come delle ferrovie regionali efficienti o i fondi per la non autosufficienza, e che non vediamo nell'agenda del presidente della Giunta. Il vero referendum saranno quindi le elezioni regionali".

“I risultati che sta ottenendo la consultazione vanno considerati in maniera sicuramente positiva. Ora però c'è un'unica consultazione popolare avente una valenza formale e sostanziale da indire: quella prevista dalla proposta di legge regionale 342 del 2013 di cui sono stato il promotore. Grazie al recente sostegno assicurato dal gruppo consiliare del Nuovo Centro Destra, infatti, adesso ci sono i numeri per approvare la proposta e, quindi, indire finalmente il referendum. Con il presidente della competente commissione consiliare, la prima, Costantino Toniolo c'è l'accordo che la 342 venga messa all'ordine del giorno del Consiglio regionale subito dopo l'approvazione del bilancio regionale”, spiega Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare.




 

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