Verona, quei cuccioli in mezzo ai topi affamati e rifiuti: terrorizzati, pieni di fratture, ferite e infezioni

L'allevamento sequestrato è uno dei tanti abusivi di cani e gatti presenti in provincia in cui prevale la logica del massimo profitto al minimo costo: le madri considerati alla mera stregua di macchine per produrre piccoli da rivendere

Per ora la guardia forestale li ha affidati alle cure della Lav, Lega anti-vivisezione di Verona. Prima hanno dovuto essere curati, medicati, liberati dai parassiti che li avevano infestati e nutriti. Sono stati anche dotati di microchip. La quarantina di animali a quattro zampe, cani e gatti di razza, ora attendono padroni che verranno accuratamente selezionati. Alcuni di loro tremano ancora per la paura, il freddo e per la malnutrizione a cui erano stati ridotti. Senza mezzi termini, il comandante della Forestale di Verona, Isidoro Furlan, ha parlato di "stato vergognoso e disumano" uscendo da quell'area malandata, tra rifiuti, fango ed escrementi in cui erano rinchiusi anche diversi cuccioli di pochi mesi. Gabbie e recinti piccolissimi, alcuni al buio perchè coperti da teli. Per quell'allevamento ribattezzato "lager" in via Sasse a san Michele Extra è stata denunciata la responsabile, una 50enne trentina, indagata dalla Procura per maltrattamenti.

LE INDAGINI - A far scattare l'allarme erano stati alcuni residenti della zona. Li avevano sentiti guaire, lamentarsi per diverse notti consecutive. Viene così chiamata la Lav che organizza alcuni sopralluoghi in quella piccola area verde. Non viene trovato nulla, all'inizio, poichè la recinzione è stata oscurata da un telo di nylon scuro. I cani però ci sono, si sente che abbaiano. Senza indugi viene chiamata in causa la guardia forestale e le verifiche vengono approfondite. Ciò che le decine di guardie trovano ormai è noto. Ma certo non immaginavano che la situazione fosse così grave. I cani erano rinchiusi in gabbie arrugginite, in mezzo a rifiuti di ogni sorta. Vivono e gironzolano tra i loro stessi escrementi. Vengono nutriti con sacchetti tagliati e gettati nei recinti. L'acqua delle ciotole è paludosa, stagnante, contaminata dai rifiuti. Cani e gatti sono costretti a vivere martoriati da zecche, pulci, pappataci. E in mezzo a tanti topi affamati. I più piccoli dovevano infatti difendersi anche dai grossi roditori che sempre più spesso affollavano i cumuli di rifiuti. Una roba mai vista. Alcuni cuccioli avrebbero dovuto fare i conti anche con percosse e per diversi esemplari le pessime condizioni igieniche avrebbero potuto portare a conseguenze tragiche. Un labrador aveva una profonda ferita sulla scatola cranica, altri avevano tagli aperti e soggetti a infezioni. Altri riportano fratture. I cani femmina invece sarebbero stati usati come "incubatoi" e hanno riportato gravi lesioni all'utero a forza di partorire.

"MACCHINE PER PRODURRE CUCCIOLI" - Il campo era stato concesso in comodato d'uso a quella donna trentina che ora risulta indagata (ma è irreperibile) e che, con tutta probabilità, si faceva aiutare da un'altra persona. Lo scopo di tutto? Lo spiega Lorenza Zanaboni, responsabile della sede territoriale Lav di Verona. L’allevamento sequestrato è uno dei tanti abusivi di cani e gatti presenti nella nostra provincia in cui prevale la logica del massimo profitto al minimo costo: i riproduttori vengono considerati alla mera stregua di macchine per produrre cuccioli da vendere a prezzi inferiori a quelli dei negozi specializzati. Agli animali, costretti a figliare in continuazione in modo aberrante nella loro vita, che dura solo qualche anno, non vengono garantite le condizioni minime di benessere e nessuna cura veterinaria, e spesso i nati presentano patologie anche gravi”. I cuccioli di razza venivano venduti per 600-700 euro arrivando anche fino a 1500. Ma quei cani, dato che non erano iscritti all'Enci che ne certifica la provenienza, sono senza pedigree. "Meticci" a tutti gli effetti nonostante discendano da pinscher, pastori tedeschi e labrador e gatti siamesi.

La Lav spiega che le case dei loro volontari sono piene e ora si devono occupare delle incolpevoli vittime di un trattamento disumano. Non possono accogliere altri quattrozampe, per ora. Almeno fino a quando i piccoli non staranno meglio e saranno affidati ai cittadini in grado di prendersene amorevole cura. Le indagini proseguono.

Per le adozioni scrivete alla lav.verona@lav.it oppure a nabirra@live.it. A disposizione il conto corrente per donazioni e aiutare il lavoro della Lav nel mantenere gli esemplari sequestrati: CCP n.: 54356332; IBAN: IT 06 M 07601 11700 000054356332

IL VIDEO DIFFUSO DALLA FORESTALE

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