Verona, pochi parcheggi, costi elevati, smog e traffico: la città accusata di essere "scaccia-turisti"

Centinaia di mezzi in difficoltà per la sosta: in attesa del park Gasometro l'unica soluzione sono gli stalli di via Pallone. Gli autisti passano ai raggi X l'offerta di Verona: e non ne esce nulla di buono

Foto DisMappa

Bella stagione in arrivo e con lei anche centinaia di pullman di turisti ogni settimana. Il problema è che in città esiste un unico posto dove far convergere i visitatori. E la città, a quanto pare, sembra non brillare per “accoglienza”. Questo ciò che si rileva a colloquio con le guide turistiche. Prima di tutto c’è il bollino rosso sul traffico. Mentre si attende il parcheggio all’ex Gasometro, infatti, tutti scendono in via Pallone. Un bel caos si sarebbe scatenato negli ultimi giorni in tutto il tratto di strada che collega l’Adige al centro storico della città. Condito da rumori, viabilità rallentata per le manovre degli imponenti mezzi di trasporto, molti dei quali esteri, e ancora smog.

Ma non solo. Secondo i beninformati, gli autisti, piuttosto che pagare il ticket della sosta dopo i 15 minuti trascorsi per la salita-discesa, scelgono di fare retromarcia e andare avanti e indietro per la città. I guidatori, secondo cui Verona non appare proprio come la città “accogli-turisti” che avrebbe ragione di essere, citano difficoltà e disagi. E non sarebbero pochi. Almeno sulla base di ciò che spiegano a L’Arena alcuni professionisti dei tour cittadini:

«È sempre peggio, io vado in tante città, ma qui a Verona ci sono davvero troppe cose che non vanno», afferma Bruno Caprioli, che portava in città un gruppo di studenti scozzesi. «Intanto per entrare 40 euro a me, come alla maggior parte dei miei colleghi, sembrano davvero troppi. Lasciamo stare che a Firenze o Venezia si pagano anche 200 euro: questa è Verona, il confronto non regge». «E poi è anche un problema pagarli, questi 40 euro», prosegue. «O uno è del posto come me e sa che deve munirsi in autostrada del ticket da esporre per entrare in centro oppure si trova in serie difficoltà. Se infatti non lo acquisti in autostrada, devi fermarti alle macchinette posizionate lungo le principali vie di accesso alla città. Il problema? Funzionano solo con le monete: ma chi ce li ha 40 euro tutti di moneta? È una follia, c'è chi deve andare a fare la raccolta degli euro tra i passeggeri e poi magari capita anche che la macchinetta è già piena. La risposta qui a Verona? Fate il ticket on line. Grande aiuto!».

«Se posso fare a meno di venire a Verona lo faccio molto volentieri», fa eco Gianni Portalupi. «Non solo i 40 euro di ingresso, ma poi altri 15 euro per la sosta allo Stadio. Quindici euro per sostare in un posto dove ci sono solo zingari: un parcheggio incustodito dove nessuno di noi si fida a lasciare il pullman, il minimo è che ti ritrovi il finestrino rotto. E poi lì non ci sono nemmeno i bagni: a Verona anche se paghi ingresso e parcheggio, poi paghi anche i bagni. Ma quello che ci lascia davvero perplessi è il modo: l'impressione di dare fastidio, anzichè di essere persone che portano soldi alla città».

IL COMUNE - Immediata la risposta dell'assessore Enrico Corsi, che si occupa della Mobilità a Verona. “Si tratta di critiche inutili e non veritiere, che non rispecchiano assolutamente la qualità e la quantità di servizi offerti dal Comune di Verona per il turismo cittadino. Faccio presente che la tassa d’ingresso alla nostra città, pari a 40 euro giornalieri, risulta una delle tariffe più basse d’Italia, se confrontata a quelle delle altre città. Tanto per farsi una idea, ad esempio, a Pisa oggi si pagano 120 euro per l’ingresso. Inoltre – prosegue Corsi – ricordo che a Verona sono gratuiti tutti gli accessi degli scuolabus e degli autobus diretti agli hotel, un'agevolazione importante applicata in pochissime altre città italiane”.

Per quanto riguarda le difficoltà evidenziate sul sistema di pagamento dei ticket d’accesso, l’assessore chiarisce “a servizio degli autisti è attivo da tre anni sul sito dell’Amt un sistema online di pagamento dei ticket, inoltre, il pass può essere acquistato anche in alcuni autogrill convenzionati in prossimità delle uscite autostradali di Verona (tutte le informazioni sono facilmente consultabili dal sito del Comune di Verona e nel sito di Amt) ed, infine, proprio per agevolare i pagamenti, in viale del Lavoro, da dove accede il 90 per cento dei bus turistici, è stata installata da Amt una cassa automatica che permette il pagamento dei ticket con banconote e carte di credito. E’ chiaro, quindi, che le difficoltà sollevate dagli autisti non hanno nulla a che fare con la realtà".

NESSUN PERICOLO SICUREZZA - Il Comune spiega così che l’unica effettiva criticità oggi riscontrata è sulla disponibilità di posti nell’area parcheggio bus di via Pallone che, con 25 punti di sosta, non soddisfa la richiesta di un sempre crescente numero di autobus in arrivo a Verona. Con il completamento del parcheggio all’ex Gasometro gran parte di questo disagio sarà risolto con una nuova disponibilità di posti. Fino a quel momento, l’area in via Pallone è da considerarsi più come una zona di passaggio, per il carico e lo scarico dei passeggeri, perché come spiega Corsi "poi i pullman possono andare a sostare allo Stadio dove, differentemente da quando dichiarato dagli autisti, non risultano alcune problematiche di sicurezza. Si tratta, anzi, di un’area di sosta fortemente utilizzata, servita giornalmente da un servizio autobus cittadino di collegamento al centro città".

Continuare a sostenere inutili polemiche – conclude Corsi – non serve a nessuno, anzi, crea solo un’immagine negativa di Verona che, nella realtà, è fra le città d’Italia più apprezzata sia per le bellezze culturali-artistiche sia per i servizi turistici offerte; ne è di conferma la crescita, rispetto al 2013, degli ingressi ai musei, con un aumento del 15 percento, e degli arrivi di pullman turistici, aumentati ad oggi del 20 percento”.

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