Verona, il Pd: nomina senza requisiti, via il direttore dell'Ulss 20

Nel mirino del consigliere regionale Franco Bonfante il numero uno Giuseppina Bonavina: "Avrebbe dovuto procedere immediatamente all'annullamento dell'incarico alla direttrice amministrativa priva dei requisiti necessari"

"La Giunta Zaia dovrebbe rimuovere il direttore generale dell'Ulss 20 di Verona". A chiedere la revoca del'incarico affidato dal presidente della Regione Veneto alla dottoressa Giuseppina Bonavina è il vicepresidente del Consiglio regionale del Pd Franco Bonfante, che annuncia una nuova interrogazione sulla vicenda della contestata nomina della direttrice amministrativa dell'Ulss scaligera. Nomina risultata, a seguito delle verifiche ispettive sollecitate dallo stesso Pd, priva dei necessari requisiti di legittimità e che ora rischia di invalidare anche gli atti amministrativi assunti dalla dirigente.

"Il direttore generale dell'Ulss di Verona Giuseppina Bonavina - sostiene Bonfante - avrebbe dovuto procedere immediatamente all'annullamento, in autotutela, del provvedimento di nomina della direttrice amministrativa dell'Ulss 20, dopo l'interrogazione del Pd sul caso della mancanza dei requisiti e la documentata relazione della Direzione Ispettiva regionale. Invece - prosegue Bonfante - ha voluto a tutti i costi resistere, presentando dapprima un parere legale di un avvocato veronese, che risulta non protocollato, e poi un nuovo parere legale di altro avvocato, privo di riferimenti giurisprudenziali. Ora sono arrivate le risposte della Direzione ispettiva e del ministero della Salute e non vi sono più alibi, né dubbi. Tanto che risulta che in questi giorni la nomina del direttore amministrativo sia stata revocata o annullata".

"In ogni caso - sottolinea l'esponente Pd - è troppo tardi, perché nel frattempo sono trascorsi mesi, nei quali la direttrice amministrativa, sulla cui nomina pesavano seri dubbi di legittimità, oltre a percepire un alto stipendio, ha adottato provvedimenti che ora potrebbero essere tutti impugnabili, con conseguenti di danni all'ente pubblico". Secondo Bonfante la responsabilità ricade ora sul Direttore generale dell'Ulss 20 perché "ha ritenuto di perseverare, anche di fronte all'evidenza dell'errore". Non solo: il vicepresidente del Consiglio veneto ricorda che la dottoressa Bonavina nel precedente mandato era già incorsa nel medesimo "errore" con la nomina di un Direttore sanitario al quale mancavano i requisiti di legge. "In quell'occasione - ricostruisce Bonfante - dopo aver difeso a spada tratta la nomina, prese paura per l'indagine avviata dalla Procura e, per salvarsi, dette tutta la colpa all'interessato, reo di averla indotta in errore con false attestazioni. Ma in primo grado l'ex direttore sanitario è stato assolto dal reato di falso per induzione in errore previsto dall'art. 48 del Codice penale".

"La sanità veneta non può essere ben governata con la continua violazione di leggi e regole - conclude Bonfante - ora Zaia ne prenda atto e rimedi con la revoca della Bonavina, anche se tardiva. La verità è che troppo spesso le nomine avvengono seguendo logiche partitiche o di gruppi di potere, quando invece dovrebbero essere considerati solo la competenza e la professionalità, nel rispetto rigoroso della legge".

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