Verona, parcheggio San Zeno e causa multimilionaria. Il Comune: "Non volevamo neanche costruirlo"

La batosta da 44 milioni della ditta Rettondini su quasi tutti gli assessori delle due Giunte Tosi per piazza Corrubbio. Corsi: "Non abbiamo alcuna responsabilità. Abbiamo invitato i privati ad abbandonare ma poi ci siamo attivati per agevolarli"

IL CANTIERE A PIAZZA CORRUBBIO

Danni per 44 milioni dalla ditta che ha costruito il parcheggio? “Il Comune non ha responsabilità. Non voleva nemmeno che venisse realizzato”. Sono le parole dell’assessore alla Mobilità, Enrico Corsi, mentre infuria la vicenda in municipio. La società “Rettondini Spa” ha infatti avanzato causa non solo verso l’amministrazione comunale ma singolarmente contro quasi tutti gli assessori delle due Giunte Tosi più due dirigenti tecnici comunali. Il procedimento, già aperto in passato, ha destato attenzione perché si fanno i nomi e cognomi di chi dovrà rispondere di danni nei confronti della ditta che ha costruito il parcheggio di piazza Corrubbio, a San Zeno. 216 posti ma per la maggior parte sempre liberi, nonostante la posizione comoda al centro. L’udienza è fissata al 14 gennaio 2015 ma le reazioni, inutile dirlo, si sono già sentite dopo la notizia della causa multimilionaria agli assessori.

BATOSTA SUL COMUNE: CAUSA DA 44 MILIONI AGLI ASSESSORI PER IL PARK

A parlare per primo è stato proprio Corsi che rigetta ogni responsabilità di danni. Lo spiega a L’Arena, ribadendo che la Rettondini avrebbe portato a termine il progetto nonostante gli inviti dell’amministrazione a lasciare perdere. Quello del park di piazza Corrubbio, voluto dall’amministrazione Zanotto, era un progetto che Tosi e assessori volevano “abbandonare” e avrebbero fatto tutto il possibile affinché i privati si convincessero. Ma visto che non era più possibile tornare indietro, gli uffici municipali avrebbero invece agevolato in ogni modo i lavori, mediando con la Soprintendenza per le opere di scavo archeologiche e persino con la Bnl per l’allungamento del mutuo alla ditta fino al termine del cantiere. E sulle multe per la sosta selvaggia che la ditta chiedeva, Corsi ha spiegato che, al contrario, la polizia municipale si è attivata staccando centinaia di verbali per la sosta illegale. Il park fu realizzato nel 2014 e inaugurato il 22 dicembre. Per compensare le modifiche, intanto, si stava studiando l’ipotesi di garantire altri 86 posti auto in superficie da far gestire all’azienda, alla ex caserma Passalacqua (disponibili solo a partire dal 2015). La ditta però chiedeva un accordo della durata di due anni e mezzo, il Comune era disposto a concedere “solo” sei mesi.

CONTI IN SOSPESO - Intanto, però, c'è qualcuno che attende di incassare somme dalla stessa ditta Rettondini. È il caso di un subappaltatore (era stata costituita un'associazione temporanea di imprese per il project financing del parcheggio) che sul Corriere Veneto segnala di avere ancora una fattura insoluta da 42mila euro. Altri sarebbero in attesa di riscuotere cifre ben più alte, sui 600mila euro. Lo racconta il titolare dell'impresa che si sarebbe occupata con i suoi operai di finire, giusto in tempo per l'inaugurazione, le facciate dell'ellisse al centro della piazza. Ha spiegato di aver incassato solo un acconto di circa 7mila euro. Poi il nulla. L'impresa edile si era comunque adoperata per finire i lavori, date le rassicurazioni della Rettondini sulla presunta convenzione con il Comune "che avrebbe risolto tutto". Ma era un accordo "decaduto" e la banca non ha più sganciato i finanziamenti. Si terrà il 24 ottobre in tribunale l'udienza per la proposta di concordato ma la società ha già spiegato che rigetterà la proposta. È ritenuta troppo bassa: la Rettondini avrebbe avanzato di liquidare solo il 10% della commessa. 

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