Verona, gli orari dei treni lasciano a piedi i ciclisti: sparisce trasporto bici sulla Verona-Mantova

La denuncia dell'associazione Amici della bicicletta: "Ora l'utente se vuole ritornare al punto di partenza (e continuare a spendere i suoi soldi in città) deve contare soltanto sulle sue gambe e farsi una pedalata di 80 chilometri"

L'orario cadenzato dei treni, in vigore su tutto il territorio Veneto, non porterebbe solo disagi ai viaggiatori tradizionali con ritardi e soppressioni. Nelle ultime ore ad alzare la voce è stata l'associazione "Amici della bicicletta" di Verona che, spulciando la tabella dei nuovi orari, avrebbe scoperto una variazione non prevista.

"Confidiamo - spiega Giorgio Migliorini, presidente dell'associazione scaligera - che si tratti di un errore dettato dalla confusione del momento, fatto sta che nel nuovo orario dei treni regionali, sulla tratta Verona-Mantova, non compare più il servizio di trasporto biciclette che serviva una pista molto importante del nostro territorio: la Peschiera-Mantova, utilizzata non solo dai ciclisti locali ma anche dai cicloviaggiatori stranieri che vengono in Italia dal Brennero in treno con bici al seguito. L'eliminazione di tale servizio tarpa le ali al cicloturismo, settore in forte espansione. Grazie agli investimenti in ciclabili e segnaletica di Regioni e Province i cicloturisti stranieri aumentano. Con questa scelta miope, non sappiamo nemmeno se comporti risparmi, si vanificano gli investimenti fatti".

Continua Migliorini: "Si pensi ad esempio ad un cicloturista che faccia tappa a Verona: prima poteva percorrere la Peschiera-Mantova in un senso (sono 40 chilometri, una distanza a portata di tutti) e fare ritorno al suo alloggio in treno. Ora, col nuovo orario dei treni, se vuole ritornare al punto di partenza (e continuare a spendere i suoi soldi a Verona) deve contare soltanto sulle sue gambe e farsi una pedalata di 80 chilometri. Anche per i pendolari-ciclisti, studenti e lavoratori è un handicap. Il nuovo orario dei treni ha chiari e scuri: viene rafforzato il servizio trasporto bici sulla tratta Verona-Venezia ma si lasciano sguarnite fasce orarie al mattino. Non si comprende quale sia la “ratio” di queste scelte. Immaginiamo che le risorse siano scarse. Purtroppo dobbiamo constatare che a scarseggiare sono anche le idee di sviluppo della rete e delle relative ricadute economiche e nulle sono le sinergie fra enti che investono nel cicloturismo ed altri che lo ignorano. Il paragone con i paesi più vicini Francia, Svizzera, Austria e Germania è demoralizzante ed è la che si spenderanno i soldi dei cicloturisti europei.

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