Verona, "Nessuna infiltrazione mafiosa nel Comune di Verona": ma una ditta è sorvegliata speciale

Il Ministero dell'Interno sgombera il campo dai dubbi emersi dopo la puntata di "Report" su Rai3. I deputati veronesi del Pd presentano un'interrogazione: ma sulla Soveco (che partecipa a traforo e filobus) sono puntati i fari

Il Comune di Verona non corre il rischio di infiltrazioni mafiose. Diverso trattamento per la società Soveco che sarebbe tenuta sotto osservazione al Ministero vista la partecipazione ad importanti appalti a Verona, Traforo e filobus in primis, e che non ha ancora ottenuto il certificato antimafia. Non si è fatta attendere a lungo la risposta del sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione. I deputati veronesi del Partito Democratico (tra cui Gianni Dal Moro, Alessia Rotta, Diego Zardini e Vincenzo D’Arienzo) avevano presentato un’interrogazione a inizio aprile, all’indomani della trasmissione “Report” su Rai3. Un’ondata di polemiche aveva inondato amministrazione comunale, sindaco Tosi, collaboratori e consiglieri. Da più parti si erano chiesti chiarimenti, dimissioni, indagini approfondite. L’onorevole Alberto Giorgetti aveva ipotizzato addirittura lo scioglimento del Comune per mafia. Ora a far mettere il cuore in pace ai sospettosi è arrivata anche la parola dell’Interno. Quest’ultimo ha le indicazioni dalla Prefettura di Verona, che lo scorso 14 maggio aveva organizzato una riunione invitando il procuratore capo, Mario Giulio Schinaia, e il direttore del Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Padova. In breve: non ci sono elementi per istituire una commissione d’indagine.

In quell’ormai famigerata puntata di “Report” il giornalista Sigfrido Ranucci aveva ricostruito a suo modo una cena a Crotone, in Calabria, in cui avevano partecipato il sindaco Flavio Tosi, in tour con la sua Fondazione “Ricostruiamo il Paese” e anche un imprenditore ritenuto “borderline”. E poi ancora era stato intervistato un ex dipendente della Serit che aveva confessato uno strano giro di favori, denaro e contributi per le elezioni di cui si sarebbe reso protagonista l’ex assessore allo Sport, Marco Giorlo. Tornando al monitoraggio antimafia del Comune di Verona, spiega il Corriere Veneto che

Manzione ricorda che, in occasione della gara per il traforo delle Torricelle, vista la rilevanza dell’opera, la prefettura di Verona ha adottato un protocollo di legalità più stringente rispetto alle norme nazionali. Le verifiche sulla Soveco, spiega il ministero sono ancora in corso. «Ciò in quanto rappresentanti di tale società, legali ed occulti, come si è avuto modo di accertare nel corso dell’istruttoria, sono stati oggetto di procedimenti penali, alcuni dei quali ancora in corso».

Alcuni esperti della Dia e della polizia, in Prefettura, si stanno occupando di svolgere altri approfondimenti sulla Soveco.

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