Verona, misure insufficienti contro l'accattonaggio. Tosi: "Gli espulsi troveranno sempre la via del ritorno"

Il sindaco di Verona alle prese con il racket dell'elemosina: "L’unica cosa utile tra quelle annunciate è cambiare la legge che praticamente impedisce l’effettivo allontanamento delle persone moleste e fuorilegge"

Il Comune usa il pugno duro contro gli accattoni ma ogni sforzo sembra vanificato. “A Verona - spiega il sindaco Flavio Tosi che torna sulla vicenda emersa qualche giorno fa - abbiamo chiesto negli anni alla Prefettura di emettere 536 decreti di allontanamento per comunitari dediti ad accattonaggio e meretricio, la Prefettura ne ha emessi 210, di questi solo 143 sono stati notificati e il risultato finale è che solo 26 persone hanno obbedito al decreto. Per giunta, beffa finale dovuta alla legislazione vigente, l’unico cittadino comunitario espellibile per inottemperanza al decreto di allontanamento e per ragioni di Pubblica sicurezza non è stato nemmeno espulso perché non c’era posto, per lui, nel Centro di immigrazione ed espulsione. Nonostante la buona volontà, le iniziative antiaccattonaggio rese note dai Comuni di Padova, Treviso e Venezia rischiano di essere, al momento, come i programmi enunciati dal presidente del Consigli Matteo Renzi: titoli di giornale, ma non fatti o cose realizzabili”.

“Forte di un’esperienza ormai di 7 anni – aggiunge Tosi – l’unica cosa utile tra quelle annunciate è il proposito di sensibilizzare i parlamentari a fare un nuovo provvedimento legislativo in materia, che colmi le lacune della normativa attuale che praticamente impedisce l’effettivo allontanamento del racket degli accattoni. Quando sento che i miei colleghi parlano di allontanamento dal territorio nazionale con divieto di rientro per tre anni, apprezzo le buone intenzioni ma li invito a non illudere i loro cittadini e a tornare con i piedi per terra: con le leggi in vigore è possibile che l’allontanato rientri subito in Italia, basta che torni per un giorno al suo Paese, si faccia apporre un visto al consolato italiano che dimostri l’avvenuto rimpatrio e poi può tranquillamente tornare. Invito perciò i colleghi Sindaci delle 3 città, ai quali abbiamo inviato oggi la nostra cospicua banca dati in materia, ad affrontare tutti assieme, prescindendo dal colore politico delle amministrazioni, una comune battaglia di sensibilizzazione verso i parlamentari”.  

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