Verona, lotta all'accattonaggio in Veneto, Tosi: "Sindaci, avete scoperto l'acqua calda. Benvenuti nel club"

"Lottiamo da 7 anni contro questa piaga. Esempio di un cittadino romeno fermato e sanzionato 119 volte nell'arco di un anno e mezzo oppure di un altro fermato e sanzionato 128 volte nello stesso periodo"

"Benvenuti nel club di chi fa qualcosa contro il racket dell'accattonaggio, visto che noi combattiamo contro questo fenomeno da sette anni, sempre contrastati dal centro sinistra locale". Lui, che della fermezza dei suoi vigili ne fa vanto, è orgoglioso e allo stesso tempo amareggiato per la situazione della sua città. Il commento del sindaco di Verona, Flavio Tosi, va all'iniziativa lanciata in questi giorni dai sindaci di Venezia, Padova e Treviso.

Casi eclatanti il capoluogo scaligero ne conta a bizzeffe. "A Verona possiamo portare l'esempio recente di un cittadino romeno di etnia rom, fermato e sanzionato dalla polizia municipale 119 volte nell'arco di un anno e mezzo (da luglio 2012 a marzo 2014), oppure di un altro cittadino, sempre romeno di etnia rom, fermato e sanzionato 128 volte in un anno e mezzo. Per entrambi è stato chiesto al Prefetto un provvedimento di allontanamento, che è quello che oggi tecnicamente si può fare, e una volta decretato, entrambi si sono recati a Bucarest per farsi fare un timbro dall'ambasciata che attestasse il loro effettivo rientro in patria, per poi ritornare immediatamente in Italia a riprendere l'attività di accattonaggio. Ora chiederemo nuovamente l'allontanamento".

Norme più efficace, chiede Tosi, come quelle che funzionano in altri paesi: allontanamento per un certo periodo e se il ritorno contravviene alla sanzione scatterebbero una serie di misure. "Il problema è che c'è un buco normativo dell'Italia - aggiunge Tosi - rispetto alle norme comunitarie, mentre invece altri paesi europei hanno applicato delle sanzioni che scattano in caso di rientro dell'allontanato prima del tempo stabilito. Per scelta del governo italiano per vanificare il provvedimento di allontanamento, e' sufficiente che una persona si allontani, si faccia fare un timbro e torni".

"I tre colleghi sindaci, lo dico con simpatia - continua Tosi - scoprono oggi l'acqua calda". Il sindaco scaligero tiene a precisare, poi, quanto lavoro venga impiegato dalla polizia municipale per i recidivi. Un "lavoro enorme" dietro l'attività di identificazione dei due romeni, uno 48enne e uno di 30 anni. E il fenomeno sarebbe in costante aumento, anche per gli effetti della crisi.

I DATI - A Verona, nell'ultimo anno sono stati fermati circa 300 accattoni per cui la Municipale ha richiesto l'allontanamento dall'Italia. Nella maggior parte dei casi sono infatti stranieri e di provenienza romena. Il quadro fornito dal Comando dei vigili considera anche molti nordafricani, provenienti dalla Libia e con un permesso speciale da profughi. Come spiega il comandante Luigi Altamura, sulle pagine de L'Arena

«nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo davanti a persone sfruttate da bande organizzate per cui invitiamo i cittadini a non foraggiare il fenomeno e ad aiutare, piuttosto, le associazioni che realmente operano per aiutare i più poveri». Identificare i responsabili del racket, ammette tuttavia, «è quasi impossibile perché tra le loro vittime regna una totale omertà. I soldi delle elemosine sequestrate», aggiunge, «vanno nel bilancio comunale per essere destinate al sociale, per i veri bisognosi»

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