Verona, inseguito dopo furto in casa minaccia i carabinieri e tenta di uccidersi

Un 22enne marocchino fugge dopo che i residenti chiamano il 112. Dopo un'estenuante corsa nel fango viene raggiunto dai militari veronesi che cominciano il negoziato per fargli deporre la pistola carica

Lo avevano scoperto mentre stava compiendo un furto in una casa e avevano chiamato i carabinieri e, al loro, arrivo era scattato un inseguimento culminato con la pistola puntata verso i militari e poi contro se' stesso, per suicidarsi. Si è fortunatamente risolto tutto per il meglio l'arresto di Abdellatif Boutaib, 22enne di origine marocchina, venerdì scorso.

Erano da poco passate le 11e30 di mattina quando la centrale operativa del 112, a seguito di richiesta d’intervento, aveva inviato la pattuglia della stazione di Sanguinetto in via San Giovanni, a Concamarise, poichè alcune persone avevano scoperto un soggetto intento a commettere un furto in un’abitazione. Lui si era dato alla fuga, con la refurtiva, inseguito per un tratto dai testimoni. I militari giunti sul posto avevano così raccolto le prime informazioni e si erano lanciati alla ricerca del malvivente, intercettandolo, di lì a poco, nei campi poco distanti dalla casa “visitata”. Così, mentre un carabiniere lo inseguiva a piedi, il collega aveva organizzato un blocco stradale. La situazione rischiava di precipitare dopo l’estenuante corsa tra zolle e fango: il militare ha raggiunto il 22enne che, vistosi in trappola, si è fermato, ha estratto dai pantaloni una pistola e, dopo aver repentinamente inserito il colpo in canna, l'ha puntata contro la pattuglia. E' stata la grande reattività del militare a impedire che succedesse l'irreparabile e, impugnata la sua arma, si è gettato di lato riparandosi dietro alcuni arbusti.

LA FUGA E L'ARRESTO - Dopo un breve e teso periodo di stallo, essendosi probabilmente reso conto di non aver più via di scampo il giovane si è inginocchiato puntandosi l’arma alla tempia. A questo punto il carabiniere è uscito allo scoperto, cercando di negoziare con il ladro per alcuni interminabili minuti fino a che l’aspirante suicida ha allontanato la pistola dalla testa e poggiandola a terra, vicino alle ginocchia. "Il livello di rischio  - spiega il capitano Francesco Provvidenza, comandante della Compagnia dei carabinieri di Legnago - è rimasta comunque altissima, in quanto una minima sollecitazione di carattere psichico avrebbe potuto portare il ragazzo ad impugnare di nuovo l’arma. Fortunatamente, grazie anche all’intervento dell’altro componente della pattuglia, il 22enne è stato momentaneamente distratto e, quindi, raggiunto, immobilizzato e tratto in arresto dal capo servizio".

I militari che nel frattempo avevano cinturato la zona, hanno poi sequestrato la pistola, una Beretta 7,65 Parabellum, con colpo in canna e altri tre nel caricatore, rubata da un'abitazione a Cerea, durante un furto nel giorno di Natale. La successiva ispezione effettuata lungo il percorso di fuga ha poi consentito di rinvenire e restituire al legittimo proprietario tutti gli oggetti, per un valore complessivo di 2mila euro circa, che il ladro aveva trafugato dall’abitazione di un 43enne di Concamarise.

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Il giovane, pregiudicato e senza fissa dimora, è stato accompagnato al carcere di Montorio su disposizione del pm Giovanni Pietro Pascucci. E' accusato di furto aggravato in abitazione, detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco, ricettazione, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale.
"Al di là del positivo risultato operativo - spiega Provvidenza - riveste la massima importanza il comportamento dei militari operanti ed in particolare del capo pattuglia, che con grande coraggio, determinazione, sprezzo del pericolo e profonda umanità ha evitato che la situazione creatasi potesse avere un epilogo sanguinoso per la sua vita, per quella del malfattore e degli altri militari".

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