Verona, inchieste, debiti, assunzioni sospette, aeroporto, stipendi d'oro: giorni di fuoco per Tosi

Nuvole minacciose sul Comune di Verona: l'arresto dell'ex vicesindaco Giacino è l'ennesima bufera che si scatena, direttamente o indirettamente, sul municipio. Ecco tutti i grattacapi a cui dovrà far fronte il sindaco

Con tutta probabilità sarà la settimana più dura da affrontare per l’amministrazione guidata da Flavio Tosi. Lunedì mattina la città si è svegliata con la notizia dell’arresto dell’ex vicesindaco, già assessore con delega all’Urbanistica, Vito Giacino. Un terremoto senza precedenti che ha sconvolto il palazzo municipale e che segue le turbolenze provocate dalle altre inchieste in corso.

PROCESSO AGEC - Come quella che ha travolto Agec, ad ottobre. L’azienda comunale che si occupa della gestione delle mense scolastiche, farmacie, servizi nei cimiteri e patrimonio immobiliare, vedrà alcuni suoi dipendenti a processo da venerdì. L’indagine è culminata con l’arresto di otto dirigenti, tra cui il direttore generale Sandro Tartaglia, e un imprenditore altoatesino. Due dirigenti, Stefano Campedelli  e Francesca Tagliaferro finiranno sul banco degli imputati pere turbativa d’asta e falso relativamente a presunte irregolarità sugli appalti della refezione scolastica. Martin Klapfer, assieme a Tartaglia, è accusato invece di corruzione per anomalie rilevate sull’appalto di Fondo Frugose. Altri cinque dirigenti già indagati, Giovanni Bianchi, Giorgia Cona, Alessia Confente, Davide Dusi e Luisa Fasoli hanno invece raggiunto un accordo con la Procura, patteggiando pene che vanno da un anno e sei mesi a un anno e dieci mesi.

CATULLO SPA - Ma non è finita qui. Il Comune deve ancora “digerire” la sentenza del Tribunale amministrativo (Tar) di Brescia con la quale è stata annullata di fatto la concessione 40ennale dello scalo merci di Montichiari a favore della società Catullo Spa di Villafranca. Sacbo, società aeroportuale che gestisce Orio al Serio (Bergamo) ha vinto il ricorso contro il decreto ministeriale e ora si attende la contromossa di Comune e società di gestione veronese al Consiglio di Stato.

AGSM - Grattacapi per il sindaco Flavio Tosi anche da lungadige Galtarossa, dove ha sede l’Agsm. L’azienda mulitutility di energia e servizi deve far fronte alle richieste di Palazzo Barbieri: 18 milioni di euro da versare per rimpolpare le casse comunali ed evitare di alzare le tasse. Responsabilità sono state addossate allo Stato, “colpevole” secondo il presidente della società, Paolo Paternoster, di aver tagliato drasticamente i trasferimenti agli enti locali. Così, come in un domino, Agsm si dice costretta a “sforbiciare” a sua volta gli investimenti futuri, principalmente nell’ambito delle energie rinnovabili.

VERONAFIERE - E poi, come spiega L'Arena, c’è Veronafiere nel mirino della Procura. “Assunzioni sospette” o “parentopoli” sono state le parole rimbalzate più di frequente sui media scaligeri e per le quali i vertici della società sono stati chiamati a fornire spiegazioni al giudice per le indagini preliminari, Rita Caccamo. Sentito anche il presidente, Ettore Riello, il direttore generale Giovanni Mantovani e quello addetto al Personale, Diego Valsecchi.  

ACQUE VERONESI - Non accenna a sgonfiarsi nemmeno la bufera sugli “stipendi d’oro” ad Acque Veronesi, una delle partecipate del Comune, che gestisce il servizio idrico. A partire dal compenso del direttore generale Francesco Berton (242mila euro lordi all’anno, onnicomprensivo di incentivi ritenuti “anomali”) l’opposizione aveva chiesto le dimissioni del presidente Massimo Mariotti. Su Acque Veronesi si era scagliato il consigliere regionale di Futuro Popolare, Stefano Valdegamberi (“Da che mondo è mondo gli stipendi dei direttori delle aziende, pubbliche o private che siano, li decidono i Consigli di amministrazione, che possono stabilirne l'entità visto che hanno per legge un ampio margine discrezionale”) e il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi (“Un'azienda mal gestita, un autentico bidone. Parlo da sindaco di Isola della Scala e mi confronto con tanti miei colleghi: non c'è n'è uno che a proposito di Acque Veronesi non si metta le mani nei capelli. Disorganizzazione, niente progetti”).

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E come se non bastasse, giusto per sconvolgere il suo sonno, tutto questo avviene quando il sindaco Tosi è in tour in tutta Italia per lanciare la sua proposta di primarie nel centrodestra, attraverso la sua Fondazione “Ricostruiamo il Paese”.

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