Verona, il turismo del Veronese sorride e vince la sfida col maltempo: 100mila nuovi arrivi in un anno

Il turismo nell'intera provincia di Verona è rappresentato per il 79,08% da turisti stranieri, tra cui spiccano quelli di area tedesca le presenze tra tedeschi e austriaci. Ma sorgono i problemi di finanziamenti e alcuni lavoratori rischiano il posto

Con un aumento rispetto all'anno precedente di oltre 100mila arrivi, i primi 8 mesi del 2014 registrano un bilancio positivo per il turismo della provincia di Verona, nonostante il brutto tempo dell'estate. Le statistiche effettuate analizzano i movimenti di visitatori in tutto il territorio scaligero e forniscono il dettaglio di capoluogo, lago, Est Veronese e Lessinia.

I DATI - Nonostante le condizioni meteorologiche avverse tra luglio e agosto, le presenze sono aumentate evidenziando un ottimo lavoro di promozione, informazione e commercializzazione: Verona è stata una delle poche province a registrare risultati positivi. Oltre ai dati dell'intera provincia sono presenti informazioni sulla provenienza dei turisti, sia dall'Italia che dall'estero. Le statistiche, fino al 31 agosto, registrano i seguenti dati per tutta la provincia di Verona: gli arrivi sono stati 2 milioni e 823mila (+3,73% sul 2013) e le presenze 11 milioni e 138mila (+ 2,09% sul 2013). A Verona capoluogo gli arrivi sono stati 562.463 (+5,61%) e le presenze un milione e 151mila (+7,59%); per quanto riguarda alcune specifiche zone attrattive come il lago di Garda, si rilevano che gli arrivi sono stati un milione e 843mila (+2,30 % sul 2013), mentre le presenze sono state 9 milioni 108mila (+ 0,93%). 

Il turismo nell'intera provincia di Verona è rappresentato per il 79,08% da turisti stranieri, tra cui spiccano quelli di area tedesca – 4.139.434 le presenze tra tedeschi e austriaci - che raggiungono percentuali pari al 47% del totale delle presenze straniere. I turisti dell'area tedesca si confermano il gruppo più consistente in tutte le zone della provincia. Variano invece, da zona a zona, le provenienze del secondo gruppo più numeroso: Verona capoluogo, turisti americani (13,87%); Area Garda, turisti dei Paesi Bassi 19,23%; Comprensorio Est-Pianura veronese, turisti asiatici (16,08%); Comprensorio Lessinia, turisti Europa centro orientale (8,79%).

“Nonostante il momento di crisi il turismo regge - spiega il presidente della Provincia, Antonio Pastorello, presentando i dati - ora è necessario che la Regione renda effettive le disposizioni in materia di turismo contenute nella recente legge regionale, e ci metta così in condizioni di operare in modo adeguato e con le necessarie direttive. La nostra società Provincia di Verona Turismo possiede il know-how necessario per affrontare il mercato e lo ha abbondantemente dimostrato in questi anni, non ultimo con la gestione degli Iat. Abbiamo validi operatori, un servizio di qualità e le potenzialità per implementare l'offerta, anche in considerazione dell'affluenza di nuovi turisti cinesi e russi. Ora, però, vista la generale situazione di stallo, ho deciso di convocare a breve sindaci, consorzi e uffici turistici per vedere di trovare una soluzione.

La situazione turistica deve comunque affrontare grandi difficoltà. Il presidente del Consorzio turistico "Verona Tuttintorno", Oliviero Fiorini ha spiegato che “le risorse di cui disponiamo attualmente sono quelle messe a disposizione da sponsor e Camera di Commercio. Auspichiamo una maggiore attenzione e sensibilità nei nostri confronti, considerando che i fondi per la promozione potrebbero, per esempio, arrivare dalla tassa di soggiorno riscossa dal Comune di Verona. C'è anche da dire che le norme attuative della legge regionale sul turismo non sono ancora note e quindi non sappiamo come agire. Mi auguro che si possa trovare il modo di uscire da questa impasse con una forte sinergia tra enti”.

“Le mie riflessioni riguardo il settore turistico sono contrapposte - ha accennato invece Loris Danielli, della società Provincia di Verona Turismo -. Da un lato è grande la soddisfazione, dall'altra, la situazione che ci troviamo a vivere come società è critica: la Regione deve ancora esprimersi sulle nostre future funzioni e destinazione. Il Patto di stabilità ci penalizza fortemente e, se la Regione non darà indicazioni, dal primo novembre saremo costretti a ridurre la nostra operatività e a mettere in cassa integrazione parte del personale. Abbiamo consensi, sponsor e un bilancio sano, sarebbe assurdo che venisse compromesso quanto abbiamo costruito in questi 10 anni”.

TURISMO A VERONA E PROVINCIA, L'ELABORAZIONE DEI DATI

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