Verona, guarito da grave malattia: ridà alla comunità i soldi della colletta di 25 anni fa

I residenti di Cazzano di Tramigna avevano avviato per l'allora ragazzo veronese una raccolta di fondi. L'operazione aveva coinvolto anche le Pro Loco e le amministrazioni delle vicinanze. Ora lui ha restituito alla società 30mila euro

Ha firmato un assegno di 30mila euro e intestandolo al Comune di Cazzano di Tramigna. Son i soldi che molte persone avevano raccolto per lui, perchè curasse quella brutta malattia che non o avrebbe fatto vivere. “La solidarietà non ha scadenze e riesce a produrre risultati anche a distanza di tempo perché permane una diffusa e radicata sensibilità nei nostri territori, per la quale non saremo mai abbastanza grati per l’apporto umano che sa dare a chi soffre negli ospedali e nel contesto sociale”. E’ la riflessione con cui il presidente della Regione Luca Zaia commenta la notizia della donazione con cui un cittadino di Cazzano di Tramigna, ha rinunciato alla disponibilità di una somma a suo tempo raccolta fra la gente del posto per sostenere le spese mediche che lo hanno guarito da una grave patologia, devolvendola a finalità sociali. A 25 anni di distanza dunque i soldi residui, per sua volontà e per decisione del comitato che ne ha gestito l’uso, vengono messi a disposizione del comune veronese per aiutare le famiglie in difficoltà. La colletta era partita da alcuni vicini di casa, poi si era estesa a tutta la comunità di Cazzano, alle Pro Loco e anche ad alcuni comuni delle vicinanze.

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“In questo mio pensiero di gratitudine – aggiunge Zaia – accomuno questo cittadino e tutti coloro che hanno dimostrato la loro solidarietà 25 anni fa nella raccolta di fondi e che viene riconfermata oggi nei confronti di altre persone in difficoltà. E’ la risposta silenziosa e concreta con cui il Veneto, spesso vittima di stereotipi tanto negativi quanto ingiusti, risponde non con le parole ma con i fatti. La nostra è una regione dove un cittadino su 5 fa volontariato: regala tempo e denaro a chi ha bisogno. E’ un grande segno di civiltà e sensibilità che costituisce una delle caratteristiche più belle del popolo veneto”.

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