Verona, guardia di finanza entra nella sede del Bacanal: verifica documenti dopo la polemica rimborsi

Ad una settimana dalla "scoperta" sulle note spese da 123mila euro all'anno presentata dagli organizzatori in Comune, le Fiamme Gialle bussano a Porta San Zeno: "Nessun problema. Solo un po' di amarezza"

Fiamme Gialle al Bacanal. Non è una riproposizione dei festeggiamenti di febbraio, ne’ tantomeno uno “scherzo” fuori tempo massimo. La guardia di finanza martedì mattina è andata a bussare alle a Porta San Zeno, sede del comitato principale del Carnevale di Verona. “Accertamenti” sui documenti è la nota ufficiale dal Comando veronese. I sospetti sono che la visita della guardia di finanza sia in qualche modo collegata all’ultima “scoperta” in commissione Cultura del Comune: i consiglieri di Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle avevano fatto notare le “note spese”, ritenute eccessive in epoca di ristrettezze economiche, avanzate al municipio come rimborso di cene e soggiorni. “Incontri sociali” del 2013 al ristorante “Fiore” di Peschiera del Garda, per oltre 7mila euro, e quello al “Maria Callas”, in centro a Verona, per 3mila e 200 euro.

Nella lista degli organizzatori, che di media presentano un conto di circa 123mila euro all’anno, anche i contributi da 22mila euro per le bande e i 13mila per il viaggio all’Eurocarnevale. Era stata dunque avanzata dall’opposizione l’ipotesi della redazione di bilanci dettagliati e non di una semplice “nota spesa”. Ebbene, ad una settimana dalle richieste in commissione Cultura, i finanzieri hanno fatto la loro comparsa davanti ai responsabili del Bacanal. Come spiega al Corriere Veneto il primo organizzatore, Luigi D’Agostino, che da 55 anni segue il Carnevale della città, non ci sarebbe da preoccuparsi:

«Non c'è stato nessun problema, abbiamo mostrato loro tutta la documentazione richiesta - fa sapere - sappiamo di aver seguito le regole, quindi non siamo preoccupati. Certo, c'è un po' di amarezza perché la nostra associazione lavora per tutta la città, con tanto entusiasmo da parte dei volontari e nessuno vuole guadagnarci sopra, anzi». E sul «mistero del bilancio» risponde così: «Noi abbiamo sempre presentato quello che vi veniva richiesto. Una nota spese, per l'appunto tutta comprovata da altrettante ricevute fiscali. Il bilancio? Certo che ce l'abbiamo, viene redatto ogni anni. Semplicemente non è stato reso pubblico perché non necessario»

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