Verona, giovani sparano ai trans dall'auto in corsa: "Volevamo divertirci" - VIDEO CHOC

Il racconto di Maria, viado brasiliano colpito dai pallini di piombo eslosi da un fucile ad aria compressa mentre era "al lavoro" di notte in Zai. Li ha rincorsi in auto e tamponati, facendoli denunciare dalla polizia

Usavano le strade di Verona come un lunapark, con prostitute e i transessuali al posto dei pupazzi, quattro bulli veronesi ventenni (tra i quali una ragazza) che si divertivano a sparare con un fucile a ripetizione proiettili di gomma verso le "lucciole", filmando tutto dalla loro auto con una micro-telecamera. Inseguiti in macchina da un transessuale che avevano colpito in viale del Lavoro, i quattro sono rimasti coinvolti in un incidente stradale e sono stati così bloccati dalla polizia. Dopo le procedure di identificazione, la Questura di Verona, facendo il punto sull'indagine, ha diffuso il filmato choc girato dai quattro amici, studenti universitari veronesi originari di Villafranca di età compresa tra 20 e 23 anni, la notte del fatto: immagini che non lasciano dubbi sulla ferocia della bravata. "Volevano divertirsi un po'" è stata la giustificazione data dal gruppetto agli uomini della Squadra Mobile di Verona, che ha denunciato due di loro, il conducente e lo sparatore, per lesioni, mentre si stanno valutando la posizioni degli altri due tra cui una ragazza di 21 anni. La polizia sta svolgendo inoltre accertamenti per verificare se altri raid simili fossero stati fatti in altre zone. Nel filmato si sente distintamente il giovane che imbraccia la carabina ad aria compressa dare le 'istruzioni' all'amico alla guida dell'auto, una Volkswagen Polo di colore bianco, per rallentare e avvicinarsi ogni volta che una prostituta o transessuale arrivano nel raggio visivo, e poi fare 'fuoco' con i pallini di gomma verso di loro.

LA VITTIMA - Sulla strada non ha intenzione di tornare, almeno nel breve periodo. Troppa la paura di quell'aggressione perpetrata da quattro giovani con un fucile ad aria compressa. Pallini di piombo sparati dall'auto in marcia, nella serata di "divertimento" sfrenato per alcuni ragazzi. Vittime del "raid", venerdì scorso, di notte, sono stati due transessuali brasiliani che si stavano prostituendo sulle strade veronesi. Uno di loro, Maria, ha deciso di raccontare la terribile vicenda. Ancora paralizzata dal terrore, ha confessato che quella sera è stata colpita alla testa e al torace mentre stava telefonando alla madre, in Brasile. La paura per un attimo ha lasciato spazio alla rabbia: così, appena si era reso conto di ciò che era successo ha pensato di farsi giustizia da sola. Subito dopo l'aggressione è salita in auto per rincorrere l'auto con i quattro giovani a bordo. Come spiega il Corriere Veneto, Maria ha assistito agli spari anche contro una "collega", a pochi metri di distanza, sulla strada:

"Non ho più capito nulla, sono diventata una furia e sono salita in auto per rincorrerli. Non avevo bene idea di cosa avrei fatto. Inizialmente avevo pensato di inseguirli per prendere il loro numero di targa e comunicarlo alla polizia. Ma una volta al volante ho avuto l'istinto di schiacciare il pedale dell'acceleratore: li volevo fermare"

L'inseguimento è durato pochissimi istanti. La brusca accelerata ha provocato il tamponamento della vettura con i ragazzi. L'autista ha perso il controllo dell'auto che poi è andata a schiantarsi contro altre due vetture in sosta. Sul posto è arrivata la polizia che ha raccolto le testimonianze delle vittime, ha fermato gli aggressori e li ha denunciati. L'arma è stata posta sotto sequestro. Maria è finita nei guai a sua volta per guida senza patente. La sua licenza di guida è valida solo in Brasile e utilizzava l'auto solo per recarsi sulla strada "a lavorare" di notte. Sul quotidiano locale confessa di aver intravisto una telecamera, al passaggio dei ragazzi, poco prima dell'aggressione. Teme che stessero anche filmando la loro bravata.

"Ho visto l'auto con quei quattro giovani all'interno. C'era anche una ragazza. Non ho avuto il tempo di realizzare cosa stesse accadendo. Ho sentito un dolore fortissimo alla tempia e al petto e li ho sentiti urlare mentre ripartivano" … "Non riesco a spiegarmi il perché del loro comportamento. Non erano ragazzini, credo avessero sui vent'anni. Insomma, persone dalle quali ci si aspetterebbe un minimo di maturità"

Secondo le due vittime dell'accaduto non sarebbe la prima volta che un episodio simile sconvolge la notte dei trans veronesi. Anche Gabriella, la "collega" di Maria, è stata colpita quella sera, alla coscia. Ma le era già successo in estate e crede che si tratti delle stesse persone, data l'auto che stavano utilizzando. Nel frattempo ha smaltito la rabbia ed è tornata al lavoro, la sera stessa, mentre Maria ha deciso che Verona non è più un posto sicuro.

"Forse cambierò città. Ho lavorato per anni a Milano e non mi era mai successo di essere aggredita. Io non so cosa stia diventando Verona, ma ho sempre più paura"

Torna così di prepotenza l'ipotesi di legalizzare la prostituzione in città. Riaprire le case chiuse, magari far pagare le tasse a chi fa il "mestiere più vecchio del mondo", come avviene in Germania. A chiederlo alla politica è la stessa vittima brasiliana:

"Se la prostituzione fosse legalizzata, queste cose non succederebbero. Io non mi diverto certo a passare le notti al freddo aspettando i clienti, ma vivo con questo lavoro. E sarei anche felice di pagare le tasse per avere un impiego garantito e tutelato"

"SPARIAMO ALLE SQUILLO, VAI PIANO: A SINISTRA!" IL VIDEO CHOC

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