Verona, furfanti-vandali nella villa a Pasqua: vengono scoperti dai residenti durante una passeggiata

In manette dopo il colpo nella proprietà "Serego-Rinaldi" ad Albaredo, sono finiti un 29enne, un 27enne e un 59enne: i rumori sospetti provenivano dai bagni dove stavano smontando alcuni lavabi storici. Fermati dopo la tentata fuga

Famiglie riunite per il pranzo di Pasqua e dunque lontani dagli occhi “indiscreti” di eventuali testimoni. Hanno deciso di colpire in pieno giorno e durante le feste: obbiettivo era svaligiare villa “Serego-Rinaldi” in località Beccacivetta di Albaredo d'Adige, risalente al ‘500 ma disabitata dal 2006. Ad accorgersi dell’intrusione di tre ladri sono stati alcuni residenti, usciti a fare una passeggiata digestiva, verso le 16 e attirati dai rumori provenienti dalla magione storica. In manette sono finiti un 29enne, un 27enne e un 59enne, tutti veronesi di Ronco all'Adige. Sul posto, avvisati dal presidente dell’associazione “Adige nostro” che ha sede in un casolare pertinente alla villa (a sua volta chiamato dai passanti), sono giunti gli equipaggi dei carabinieri di Legnago, quelli di Ronco e la polizia stradale. Prima di venire scoperti, i due più giovani erano riusciti a penetrare da una porta secondaria e avevano già cominciato a smontare i lavabi dei bagni. Storici anche quelli, dato che si tratta di pezzi dell’800 e del primo ‘900. Intanto, vicino all’uscita avevano già predisposto due statue da portare via. Tutti materiali che però, per la paura di venire scoperti e la gran velocità, sono stati danneggiati e rotti. I ladri, scoperti in flagranza di reato, hanno dovuto poi darsela a gambe, come sostiene L’Arena:

sono stati costretti a darsela a gambe rinunciando agli oggetti di antiquariato sui quali avevano puntato gli occhi. Fatta eccezione per sette antichi libri di diritto che hanno poi perso strada facendo in un fossato, nel tentativo di raggiungere la Volkswagen Golf, parcheggiata in mezzo alla vegetazione e poi sequestrata dai carabinieri, al volante della quale li attendeva il 59enne. Gli uomini del luogotenente Mauro Tenani sono riusciti però ad evitarne la fuga costringendoli a concludere il pomeriggio rinchiusi nelle rispettive abitazioni.

I tre sono stati trasferiti in tribunale a Verona: il giudice Raffaele Ferraro, dopo aver convalidato l'arresto e ritenendo che padre, figlio e il loro complice potessero aver agito su commissione, ha disposto l'obbligo di presentazione ai carabinieri tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì). Misura che, salvo revoche, sarà mantenuta fino al 13 giugno, data in cui si celebrerà il processo.

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