Verona, doppio libretto per studenti trans: insorgono i tradizionalisti: "La lobby comanda anche all'UniVr?"

Il movimento Christus Rex contro la decisione dell'Ateneo scaligero: "Davvero la miglior ricerca scientifica dell'università di Verona è quella che verte sull'incontro 'Movimenti omosessuali: una storia politica?"

Subito dopo l'annuncio già qualcuno aveva fatto sentire la propria voce ("Una pagliacciata, spreco di soldi destinabili a studenti poveri" aveva commentato il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi). Il libretto doppio con identità "Alias" destinato a tutti gli studenti in procinto di cambiare sesso ha scatenato altre reazioni nel mondo politico-sociale scaligero. Come quella del movimento "Christus Rex" afferente all'ala cattolico-tradizionalista.

"La miglior ricerca scientifica dell'università di Verona è quella che verte sull'incontro pubblico a Porta Borsari, dal titolo: "Movimenti omosessuali: una storia politica"? - si chiede il portavoce Matteo Castagna, a margine di Venetonight, serata dedicata agli universitari ricercatori della regione -. Divulgare alla cittadinanza la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca, questa è la finalità della notte europea della ricerca. A fronte di una recente ricerca ministeriale, in specifico del Ministero dell'Istruzione che ha sancito il primato italiano dell'Ateneo scaligero in ambito medico, (tra i parametri, il più significativo quello della ricerca) ci chiediamo se era davvero opportuno da parte del Rettore e del Senato accademico puntare tutto sulla tematica evidentemente cara ad una lobby potente in ogni ambito, piuttosto che sottolineare i grandi sforzi e sacrifici di quei ricercatori che davvero contribuiscono al Bene Comune".

DAL MONDO LBGT - Alle reazioni dei cattolici tradizionalisti seguono poi quelle delle associazioni per il riconoscimento dei diritti Lbgt (Lesbo-bisex-gay-transgender): "Decisamente un gran passo avanti per Verona e per questa università - spiega una nota congiunta che reca le sigle di Pink Verona, Lieviti Verona, Arcigay Verona, Uaar Verona, Arcilesbica Verona, Milk Center Verona, Agedo Vicenza, Romeo In Love - Se ormai la città è diventata progressivamente dal 1995, con l’approvazione delle ormai note mozioni omofobe, il centro dell’integralismo omo-bi-trasfobico e le politiche contro la pluralità delle famiglie e dei cittadini trovano cittadinanza in molti ambienti istituzionali e non solo, ecco che avviene un gesto allo stesso tempo di rottura, civiltà e buon senso: l’università di Verona, come altri atenei, fa da apripista per politiche non discriminatorie per ora controcorrente rispetto alla città. Anche per questo vogliamo applaudire e dire grazie a chi in questi ultimi due anni si è adoperato per far sì che le persone trans oggi possano sentirsi maggiormente accolte in università, che il loro difficile percorso di cambiamento non sia solo fonte di difficoltà culturali, sociali e burocratiche".

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Concludono i portavoce delle associazioni con una stoccata verso sindaco e membri del Comune: "L'università ha dato una lezione di civiltà e di buon senso al Comune. Poiché Tosi è il primo cittadino, è anche il primo ad avere la responsabilità piena dell'arretratezza culturale e civile in cui sta inutilmente ingabbiando la città. Tragga lezione, oppure vada all'università assieme al suo consigliere Zelger, ad imparare il rispetto per le vite altrui.

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