Verona, dimissioni per 11 consiglieri: cade l'amministrazione di San Bonifacio

Non funziona fino in fondo il matrimonio Lega Nord-Pdl che teneva in piedi il sindaco di centrodestra Antonio Casu. Tre esponenti della Lega la spina al Consiglio: "Ne risponderanno al partito". Commissario fino in primavera

Il sindaco Antonio Casu (Foto web)

A San Bonifacio cade l'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco pidiellino Antonio Casu. Gli otto consiglieri di minoranza e tre consiglieri di maggioranza (i leghisti Mariangela Bolla e Angelo Lunardi e Loris Rossi della Lista Tosi) hanno presentato ufficialmente le dimissioni, facendo così cadere il Consiglio comunale.

Una volta ratificate le dimissioni, il prefetto di Verona, Perla Stancari, dovrà sciogliere il consiglio comunale e nominare un commissario che dovrà amministrare il comune dell'Est veronese fino alle nuove elezioni, che si terranno la prossima primavera, alla scadenza naturale del mandato amministrativo. "Per arrivare a questa gravissima conseguenza per la comunità sambonifacese - spiega il sindaco Casu - la minoranza in Consiglio ha arruolato anche tre consiglieri di maggioranza, da tempo dissidenti. Stessi esponenti che varie occasioni si sono schierati con l'opposizione, tradendo il mandato loro affidato dagli elettori. L'irresponsabilità di quest'azione preordinata a tavolino di comune accordo con i partiti di minoranza in un momento come questo è di una gravità senza precedenti. Tutte le azioni amministrative che erano in dirittura d'arrivo, come il Pat, la messa in liquidazione di Multiservizi, il ponte della Motta l'acquisto del vecchio ospedale , soluzione problemi viabilità e molto altro si bloccheranno, recando gravi danni alla cittadinanza. Si sprecheranno molte opportunità per il territorio e per i cittadini sambonifacesi, con il commissariamento del Comune. Così, le decisioni importanti che sarebbero state imminenti con la sopravvivenza dell'Amministrazione, saranno rimandate, probabilmente, fino alle elezioni amministrative della prossima primavera"

Continua il sindaco: "La gente non è stupida e aveva già capito che l'unico scopo del Pd e degli altri partiti di minoranza era di bloccare i lavori del Consiglio comunale con ostruzionismi vari appoggiati anche in modo irresponsabile dai tre dissidenti, che contribuivano spesso a far mancare il numero legale".

LEGHISTI DI LOTTA E DI GOVERNO - Sul fronte leghista, i tre maggiori esponenti in Consiglio comunale, vicesindaco Umberto Peruffo, assessore Alessandro Signorato, capogruppo Enrico Perotti, "scaricano" i propri colleghi "dissidenti": "La Lega Nord era all’oscuro della scelta operata che hanno operato. Hanno fatto cadere l’amministrazione per motivazioni personali. I due consiglieri si sono uniti alle minoranze assumendosi la responsabilità di fare cadere una giunta al servizio di ventimila abitanti e provocare la paralisi del paese che verrà commissariato per sei mesi. I consiglieri Bolla e Rossi ci hanno tenuto all'oscuro delle loro decisioni e dovranno risponderne, non solo al nostro movimento, ma anche all’elettorato che si sentirà preso in giro".

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