Verona, dimezzate le borse di studio a medicina: ecco come lo Stato sostiene i giovani

Giovani specializzandi delle facoltà di medicina a Verona e Padova in mobilitazione per chiedere alla Regione aiuto e solidarietà a fronte del dimezzamento delle borse di studio per i corsi di specializzazione

(Foto web)

Si mobilitano anche i “camici bianchi”. Quelli più giovani, ovviamente. Quelli che campano attraverso i finanziamenti delle borse di studio. Soldi che arrivano, o meglio arrivavano, dal Ministero e che ora sembrerebbero essere stati dimezzati. Così monta la protesta anche a Verona e Padova. Giovedì mattina, dalle 10 alle 14, all’ospedale di Borgo Roma l’ingresso sarà occupato dai giovani medici, sull’onda della manifestazione nazionale organizzata dall’Associazione Italiana Giovani Medici a Roma, piazzale di Montecitorio. La mattinata si svolgerà attraverso la sensibilizzazione della gente per informare sugli effetti dei tagli. A pagarne le conseguenze sarebbero ammalati e pazienti. I dati parlano chiaro, secondo i giovani dottori: nell’anno in cui è stato riformato il concorso per entrare alla specialistica, le borse di studio sono state tagliate del 50%. I contratti, che l’anno scorso erano 5mila, sono stati ridotti a circa 2mila e 500, a fronte di 6mila laureati, ogni anno. Nel 2012 a Verona sono stati 160 gli studenti che hanno ottenuto i finanziamenti per le borse di studio. Quest’anno, a conti fatti, potrebbero essere 80.  

DALLA REGIONE - Alla protesta si è aggiunta la voce del presidente della Regione, Luca Zaia: “I giovani medici di Verona e Padova hanno ragione da vendere e sappiano che li sosterremo nell’ennesima assurdità compiuta da Roma”.

Continua Zaia: “Non solo Letta ha tagliato da 5mila a 2500 le borse di studio nazionali, togliendo quindi la speranza a tante migliaia di laureati che soltanto con la specializzazione possono ambire a entrare attraverso concorso in un ospedale – attacca Zaia – una misura che incentiva una disoccupazione forzata e che va a colpire tante giovani e valide risorse su cui poggiare l’eccellenza della nostra sanità veneta, ancora bisognosa di bravi medici”.

“Ma la cosa più assurda è che non abbiamo neppure la certezza che le 100 borse di studio che ogni anno la Regione destina agli specializzandi per fronteggiare la cronica carenza di risorse del Ministero dell'Istruzione e Ricerca, finiscano effettivamente ai giovani medici di Verona e di Padova – conclude Zaia – il concorso per l’aggiudicazione ora si svolge infatti su base nazionale. Non vorrei che i soldi risparmiati dai veneti per garantirsi buoni medici per una buona sanità, finissero nelle mani dei soliti spreconi. I giovani medici di Verona e Padova sappiano che reagiremo con forza a questa che è non soltanto un’assurdità ma anche una beffa, perché apre le porte all’assunzione di medici da altri paesi europei, in particolare dell’Est, le cui facoltà non sono certamente nella top ten delle eccellenze per la ricerca come quelle di Padova e Verona”.

LA MANIFESTAZIONE A ROMA - "Per cambiare il Paese, senza cambiare Paese!" è lo slogan dell'iniziativa, organizzata dall'Associazione Italiana Giovani Medici. Si mobilita, spiega l'associazione in una nota, ''la componente giovane della professione medica (specializzandi, corsisti di medicina generale) e del settore sanitario (biologi, fisici, e profili non medici iscritti alle scuole di specializzazione di area sanitaria), nonché studenti di medicina e neolaureati aspiranti specializzandi, per chiedere una netta discontinuità nelle politiche sanitarie e professionali che stanno facendo scontare - denuncia la Sigm - i risultati di sprechi ed inefficienze sulla pelle dei più giovani, minando il diritto alla formazione ed al lavoro".

I manifestanti si sono dati appuntamento a Montecitorio per chiedere a governo e Parlamento lo stanziamento urgente di fondi nella Legge di Stabilità, in discussione alla Camera. Previsto anche un Tweetmob indirizzato al presidente del Consiglio Enrico Letta (@EnricoLetta), Hashtag #giovanimediciday #contrattioraomaipiù #orgogliomedicinagenerale #lasanitàchevogliamo.

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