Verona, denunciati maltrattamenti. Canile sequestrato ma il giudice lo riapre: "Non è un lager"

La presidente dell'associazione "San Francesco" che gestisce le aree di Oppeano: "Il cascinale è sotto sequestro a causa di un provvedimento assurdo e senza alcun motivo reale o provato". Il tribunale: "Non c'è degrado o abbandono"

Il canile a vallese di Oppeano (Foto web)

Il giudice ha respinto ogni accusa sul canile di Oppeano, ritenuto un “lager” per 140 quadrupedi. Ha vinto il ricorso, Silvia Soave, presidente dell’associazione “San Francesco” che tre settimane fa si era incatenata al cancello che racchiude gli edifici situati nella frazione di Vallese. Nel canile gestito dal 1991, sotto sequestro per presunti maltrattamenti agli animali, erano comparsi gli agenti del Corpo forestale di Verona. Il Tribunale del Riesame ha sentenziato l’immediato dissequestro nelle scorse ore, accogliendo completamente la tesi della difesa. Come spiega il Corriere Veneto citando le parole dei magistrati,

«Non sussiste, allo stato, adeguato fumus in ordine al maltrattamento di animali profilato dal pm», spiegano i magistrati, secondo cui «gli accertamenti svolti dal personale di polizia giudiziaria con il medico veterinario che avrebbero evidenziato alcuni animali affetti da patologie non curate e l’inidoneità dei locali a ospitare cani anziani, da un lato non descrivono di per sé quelle situazioni di degrado e abbandono che connotano i cosiddetti “canili-lager”, dall’altro risultano del tutto incompatibili con le verifiche svolte, in momento successivo, dal personale del servizio veterinario dell’Usl 21 di Legnago»

E del resto anche la stessa presidente aveva ribadito che il “canile non è un lager” e che “non lo era mai stato”. Secondo la difesa, il caso sarebbe scoppiato sulla base di un pretesto vendicativo per cedere la gestione del canile. Anche se i giudici hanno appurato che il sequestro era stato avviato da una segnalazione di ex volontari dell’associazione San Francesco. Ha vinto quindi la petizione online per riaprire il cascinale. Sul sito ufficiale a scrivere è stata Silvia Soave: "Il cascinale è sotto sequestro a causa di un provvedimento assurdo e senza alcun motivo reale o provato. Da quando il cascinale è aperto (dal 1991) abbiamo gestito la bellezza di 2.300 cani, dati quasi tutti in adozione. Operiamo in convenzione con 26 Comuni del Veronese, provvediamo alla cattura dei cani randagi, persi o feriti, con appalto dell'Ulss 20 nel territorio di Verona e provincia. Come possiamo essere accusati di averli maltrattati? Siamo stati attaccati per ripicca, perchè non abbiamo voluto cedere ad altre associazioni animaliste la gestione del canile".

IL VIDEO DELL'ASSOCIAZIONE "SAN FRANCESCO"

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