Verona, "Si crede la regina Elisabetta": 55enne condannata per le "offese" su Facebook alla cognata

Con l'accusa di diffamazione una donna è stata giudicata colpevole e per lei prevista una pena di sei mesi e 2500 euro di risarcimento danni. Aveva pubblicato commenti "pesanti" su abbigliamento e presunti difetti caratteriali

Foto web

Diffamazione. Su Facebook. Questa l’accusa con la quale una cittadina di origine cilena di 55 anni è stata condannata dal giudice Livia Magri del tribunale di Verona. «Mia cognata si crede la regina Elisabetta» è la frase imputata, riportata dal quotidiano L’Arena, che è stata dichiarata offensiva e per cui, oltre ai sei mesi di pena, la donna dovrà pagare anche 2500 euro di risarcimento danni alla vittima. Commenti poco “carini” sulla parente veronese acquisita e pubblicati, il 16 maggio del 2010, sulla bacheca della figlia di lei. Una lunga serie, anche se il giudice ha ritenuto di dover giudicare solo quelli più gravi. Come quelli “postati” alle 6 del mattino, a corredo di un matrimonio,

«È la più ipocrita, invidiosa, falsa». Aveva poi aggiunto apprezzamenti sull'abbigliamento: «Non vede come si veste, fa c..... dalle risate»

La 55enne avrebbe “infierito” sulla cognata scrivendo dalla Germania, suo paese di residenza e pubblicando le offese rendendole visibili agli “amici” di Facebook della figlia della vittima. Molti dei quali sono anche suoi diretti conoscenti. La vittima, che l’avrebbero provata anche sotto l’aspetto psicologico, era presente in aula durante la sentenza, e ha confessato di aver anche cercato le scuse, spingendo l’imputata a scrivere anche una semplice lettera. Prima della busta, tuttavia, è arrivata la condanna.

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