Verona, coprire l'Arena? "Una panzana". Scoppia la polemica, il sovrintendente: "Tetto non proponibile"

Il Partito Democratico all'attacco dopo la presentazione del bilancio della stagione lirica e il rilancio di Tosi sulla necessità di riparare il teatro. Dai Beni archeologici: "Concorso di idee è puro esercizio teorico"

“La copertura dell'anfiteatro Arena è una panzana anti culturale. Questo tema da bottega ha stufato. E' inaccettabile che i monumenti di valore mondiale siano asserviti al lucro come vorrebbe fare Tosi”. Non usa certo mezzi termini il deputato veronese del Partito Democratico, Vincenzo D’Arienzo, sul tema tornato prepotentemente in auge dopo la disastrosa (meteo parlando) stagione estiva teatrale. Il bilancio presentato dalla Fondazione Arena ha segnato 405mila spettatori e oltre 23,6 milioni di euro di incasso.

La proposta di fornire un “tetto” all’Arena per salvare la lirica è stato rilanciato dal sindaco Flavio Tosi che ha precisato come non si tratti di “un’idea folle, né di una boutade”. All’opposizione invece sembra proprio il contrario tanto che D’Arienzo, in una nota, ha esordito dicendosi sbigottito per la “panzana anti-culturale”. Secondo l’esponente democratico, “agli studiosi della storia romana non risulta che venissero coperti i loro teatri. Solo una parte delle gradinate del Colosseo era stato coperto con teli per riparare dal sole, mai l'Arena. Quindi, un eventuale cappello sarebbe una distorsione storica e non una riproposizione dell'antico. Il concorso di idee che Tosi vuole lanciare sarebbe un bell'esercizio creativo, ma non potrà avere nessuno effetto”. Sostanzialmente quest’ultima parte è stata condivisa anche dal sovrintendente dei Beni archeologici del Veneto, Vincenzo Tinè, che sulle pagine del Corriere Veneto ha spiegato che

 «L’Arena non ha mai avuto una copertura, dunque questa ipotesi resta archeologicamente, paesisticamente, esteticamente e storicamente non proponibile e sarebbe solo un inaccettabile falso storico. Ciononostante, come ho detto anche al sindaco Tosi, poiché la libera creatività è garantita, il Comune è libero di bandire un concorso, anche se io trovo che si tratti di un puro esercizio teorico, come tale legittimo. È vero che, come anche il sindaco Tosi ha detto, non sarebbe il primo caso, esistendo un precedente francese, ma in Italia e a Verona sarebbe il primo caso, e ogni situazione presenta le sue problematiche. Continuo a esprimere tutte le riserve del caso ed escludo che emergano soluzioni accettabili nel nostro contesto, nel quale non riesco nemmeno a figurarmi l’impatto visivo di una struttura di copertura».

È lo stesso D’Arienzo, poi, che chiede l’intervento del Consiglio superiore del Ministero dei Beni culturali: “Chiederò a quell’organismo consultivo di esprimersi perché quello è il livello di tutela del monumento. Lasciarlo nelle mani di Tosi non è più possibile. Vedremo cosa ne pensa dei protocolli inerenti la gestione dell'anfiteatro, sempre più asserviti alle esigenze di lucro e poco alla valorizzazione e protezione del monumento. Non essendoci nella copertura nessuna motivazione archeologica non ho dubbi che potremmo mettere la parola fine a questa boutade”.

I TECNICI PRONTI A COLLABORARE PER IL TETTO ALL'ARENA: AVANTI COI PROGETTI

CRITICHE SULLA GESTIONE - Dalla stessa parte politica del Pd parla anche il segretario cittadino e consigliere comunale, Orietta Salemi, che punta invece direttamente contro la gestione dell’ente lirico: “Dopo un Centenario zoppicante, Verona purtroppo si incammina senza convinzione anche verso il principale appuntamento del 2015: l'Expo di Milano. L'annuncio che non ci saranno nuove produzioni areniane non è infatti un buon biglietto da visita per la nostra città, considerando che i teatri degli altri capoluoghi del Nord Italia hanno già cominciato ad arricchire i loro cartelloni e a promuovere la propria immagine con iniziative e proposte musicali e operistiche diversificate, per qualità e per target. Nel 2013 il Sindaco Tosi disse ai veronesi che avrebbe conquistato l'esposizione universale con il vino e la lirica, ma ora una delle due armi scelte sembra destinata a fare cilecca. E' triste constatare che nell'agenda della Fondazione Arena non sia ancora previsto, almeno a nostra conoscenza, alcun investimento progettuale per godere della ribalta dell'Expo. Così si profila ancora una volta, come già per il Centenario, il sospetto di una grande occasione perduta”.

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