Verona, il Comune vende il terreno: scoppia la bufera: "Illegittimo". La replica: "Tanto rumore per nulla"

Lite in Consiglio comunale sull'alienazione dei 72mila metri quadri del lascito Forti, in zona San Michele-Fondo Frugose. L'opposizione si scatena: "Comune ridotto a lobby dei privati". L'assessore: "Passerà in aula, nulla è deciso"

Poche ore prima il Comune aveva pubblicato un avviso sulla possibilità di acquisto di un terreno di proprietà a Fondo Frugose. Non sono passate nemmeno 24 ore che l'opposizione in Consiglio aveva già giurato battaglia. Motivo del contendere è la modalità di alienazione di quei 72mila e 523 metri quadri situato al confine con il territorio di San Martino Buon Albergo, vicino agli stabilimenti "Aia" e la torre dell'Enel. Il bando prevede che chi acquista abbia facoltà di scegliere la destinazione d'uso: quindi da agricola a potenziale sito industriale, ricettivo o sportivo. Sul caso era intervenuto il capogruppo di Forza Italia, Daniele Polato, che aveva scritto una lettera al presidente del Consiglio comunale, Luca Zanotto, spiegando che era mai stata interpellata l'assemblea municipale. Aveva chiesto così che il bando venissee ritirato perchè "illegittimo". Si era aggiunto il capogruppo del Partito Democratico, Michele Bertucco, che ha segnalato come l'interesse del privato acquirente non possa essere in contrasto con quello pubblico, legato alla limitata viabilità della zona e alla presenza di strutture invasive.

L'ASSESSORE - A entrare nel discorso è stato poi lo stesso assessore al Patrimonio, Pier Luigi Paloschi: “Sul bando di gara si sta facendo tanto rumore per nulla. La Giunta comunale nella seduta del 23 luglio scorso, nell’approvare la gara, ha ribadito che il perfezionamento della vendita sarà comunque subordinato all’approvazione da parte del Consiglio comunale dei risvolti urbanistici connessi all’operazione patrimoniale. La procedura di variante urbanistica prevede infatti un doppio passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione della nuova destinazione urbanistica proposta dall’aggiudicatario nella sua offerta. Lo stesso bando stabilisce anche che qualora il Consiglio comunale non dovesse approvare , il procedimento di trasferimento del terreno oggetto di gara verrà definitivamente annullato. Non c’è quindi alcuna motivazione valida per ritirare il bando di gara, come richiesto dal consigliere Polato, visto che il Consiglio comunale rimane ovviamente sovrano nell’esercizio delle proprie competenze in materia urbanistica”.

"COMUNE COSTRETTO A LOBBY" - Ma è stato il Pd, poco dopo, a tornare alla carica. Spiega Bertucco che "sul lascito Achille Forti si continua l'inutile arrampicata sugli specchi. L'assessore Paloschi non fa alcuna menzione delle presunte “inedite” deliberazioni di giunta annunciate soltanto il giorno prima, per il semplice motivo che esse non esistono, come ho potuto io stesso appurare con gli uffici comunali. La raccomandazione degli uffici, approvata dalla Giunta con propria decisione, verteva su tutt'altra faccenda, ovvero sull'opportunità di portare all'attenzione del Consiglio, prima del bando, la decisione di procedere con una alienazione dell'area “chiavi in mano”. È evidente infatti l'irritualità e la stranezza di mettere in vendita un terreno che finora era stato sempre proposto come agricolo, con diverse opzioni di valorizzazione annesse. Opzioni tra l'altro incompatibili con la destinazione urbanistica assegnata dallo stesso Piano degli interventi e il lascito stesso. Così si mostra solo che l'amministrazione è scaduta al ruolo del lobbista, decidendo di propria iniziativa chi deve gestire cosa, sostituendosi così alla libera iniziativa dei privati.

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