Verona, Comune pronto a trasformare Atv in società per azioni: scontro tra Pd, Comune e Provincia

Il capogruppo del Partito democratico, Michele Bertucco: "Sembra di essere di fronte al solito pasticcio in salsa leghista che gioca con le risorse pubbliche senza pensare alle conseguenze". Si discuta anche di Dolomitibus

A quanto pare Atv potrebbe presto trasformarsi in società per azioni. La giunta comunale avrebbe infatti dato il mandato all'assessore comunale alle Aziende partecipate, Enrico Toffali, di approfondire con la Provincia di Verona la possibilità di trasformare Atv da Srl a Spa. E' quanto si apprende da una decisione risalente al 7 luglio scorso, di recente acquisita dal gruppo consiliare del Partito Democratico. “Questa decisione sembra dare la stura al processo di acquisizione delle quote di Atv della Provincia da parte del Comune di Verona di cui si parla da un po' di tempo – commenta il capogruppo Pd in Comune di Verona, Michele Bertucco – la trasformazione in Spa infatti favorisce in modo chiaro e inequivocabile la volontà di mettere mano agli assetti societari. Ma in base a quale mandato il Comune si accinge ad una simile operazione? Con quali obbiettivi e con quale piano industriale? Finora questa ipotesi è stata discussa solo in base a indiscrezioni di stampa. Sull'argomento abbiamo chiesto un confronto in commissione consiliare che non è mai stata convocata".

Con l'ex capogruppo Pd in Provincia Lorenzo Dalai, Bertucco avrebbe appurato che l'attuale governance della Provincia non consentirebbe in alcun modo di prendere una simile decisione: "L'impressione è di essere di fronte al solito pasticcio in salsa leghista che gioca con le risorse pubbliche senza pensare alle conseguenze. Il trasporto extraurbano è infatti meno profittevole di quello urbano. Hanno pensato a questo in Comune oppure pensano soltanto a coprire i propri buchi di gestione? Oppure dovremo scoprire ancora una volta che dietro a tutto questo movimento sotterraneo ci sono degli obbiettivi inconfessabili?”. A rispondere, sulle pagine de L'Arena, è lo stesso assessore Toffali che tranquillizza sia sul lato "governance" ("Nulla cambierebbe sotto il profilo dell'aspetto societario"), sia per le eventuali "manovre sotterranee":

«Una Spa è molto più regolamentata rispetto a una Srl, attuale assetto societario di Atv, ma la struttura societaria e la governance non cambiano, solo che al posto delle quote ci sarebbero azioni ... Una Spa ha anche regole più stringenti e chiare rispetto al codice civile. È più strutturata e può anche accedere a prestiti obbligazionari... Quindi non c'è nulla di allarmante e il Pd ancora una volta ha preso una cantonata»

DOLOMITIBUS - Intanto in Atv è passata per l'assemblea, nelle scorse ore, la discussione sull'acquisizione della "Dolomitibus", l'azienda che gestisce il trasporto pubblico in tutta la provincia bellunese. I veronesi potrebbero entrare rilevando la quota di uno dei soci, Federico Mattioli, già fondatore del "Cortina express" che collega Belluno a Venezia. A far sfumare l'accordo potrebbe essere il voto negativo della Provincia di Verona, socia al 50 percento (assieme al Comune) di Atv. Negli uffici provinciali, per decidere in merito, è attesa la documentazione dettagliata dell'eventuale acquisizione, che finora è stata solamente anticipata da un resoconto più politico che tecnico. La riunione è stata dunque aggiornata al 25 agosto prossimo.

LE REAZIONI - Non ci sta alle modifiche previste dalle nuove leggi in materia il consigliere regionale veronese, Stefano Valdegamberi: “La Provincia sarà molto probabilmente costretta a cedere le proprie quote dell'Atv: il 50% di Apt sarà quindi messo in vendita e, come è già accaduto in altre situazioni analoghe, si profila l'ipotesi di un acquisto da parte Agsm. Società che è integralmente del Comune di Verona, il quale diventerebbe di fatto l'unico padrone dei trasporti nell'intera provincia, e che il Comune di Verona usa come bancomat per finanziarsi. Ancora una volta ai cittadini della provincia toccherebbe pagare ed al Comune di Verona incassare i benefici”.

Continua Valdegamberi: “Se si realizzasse questa situazione inevitabilmente poi le aree periferiche finirebbero per essere penalizzate, cosa che va nettamente contro i principi sui quali si basa il servizio ora gestito da Atv. Servizio che è nato ed ancora esiste proprio per garantire disponibilità di mezzi di trasporto pubblici anche a chi abita più lontano. Per questo chiedo alla Regione ed ai Comuni della provincia di attivarsi, in modo da poter acquistare le quote che, probabilmente, metterà in vendita la Provincia. Solo in questo modo il servizio di trasporto provinciale potrà essere salvato dalle mire accentratrici di qualcuno”.

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