Verona, il Comune batte cassa da Agsm: "Versateci 18 milioni". L'attacco: "Azienda come bancomat"

Per far quadrare i conti e non alzare le tasse, l'amministrazione sceglie di richiedere una grossa cifra alla multiutility dei servizi: "Taglieremo le rinnovabili". L'opposizione: "Vampiresca soluzione"

Municipalizzate e soldi. Dopo la bufera di Parentopoli, quella sugli stipendi d’oro ad Acque Veronesi e lo scandalo Agec il Comune si prepara a tentare l’assalto ad Agsm. Alla multiutility per l’energia e i servizi con sede in lungadige Galtarossa, l’amministrazione avrebbe richiesto diciotto milioni di euro da mettere a bilancio. “Servono per non aumentare ulteriormente le tasse ai cittadini” avrebbero spiegato dagli uffici di Palazzo Barbieri, sede municipale. Ma la cifra è di quelle che fanno discutere. Talmente tanto che l’assemblea dei soci, prevista il 14 febbraio, è stata rinviata a marzo. Il sindaco esige la cifra intera e così l’Agsm sarà costretta a ridurre all’osso tutte le spese e a raschiare tutti i fondi disponibili per far fronte alla richiesta. Non si scompone il presidente dell’azienda, Paolo Paternoster, legato a doppio filo con il sindaco Flavio Tosi. Sulle pagine dell’Arena si è dimostrato comprensivo rispetto all’esborso:

“Quella del Comune è una richiesta più che motivata. A causa dei tagli vergognosi dei trasferimenti dello Stato centrale a Verona, e il Comune non può certo tagliare sul sociale o sui lavori pubblici. Ovviamente» privarci di queste risorse, se da una parte significa maggiore liquidità per il Comune, dall'altra ci costringerà a tagliare drasticamente gli investimenti nel territorio sull'energia rinnovabile: il fotovoltaico, l'eolico, le dighe. Ma per il Comune è una scelta obbligata per evitare di aumentare le tasse o di sforare il patto di stabilità, cosa che produrrebbe un danno drammatico. E fortunatamente l'Agsm produce utili”

POLEMICHE - Nonostante tutto, però, Agsm non può dichiarare piena tranquillità, al di là dei tagli sulle rinnovabili. Farebbe capolino, infatti, anche l’esposizione con le banche. Sarebbe allo studio degli esperti finanziari di Comune e azienda un Piano per non affossare nessuno dei due “contendenti”. E intanto infuria la polemica. Il Pd in Consiglio comunale accusa Tosi di utilizzare Agsm “come un sportello bancomat”, varando una holding delle aziende partecipate che costituirebbe un “saccheggio che dal 2007 a oggi ammonta a 107 milioni”.

"La gestione della Fiera  - spiega il capogruppo Michele Bertucco - è così cristallina e trasparente che risulta essere oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica di Verona in merito ad assunzioni e consulenze. Si ripresenta dunque a Verona la questione della trasparenza nelle aziende partecipate, sulle quali, lo ricordiamo, il sindaco Tosi fin dal 2008 ha imposto la logica dello spoil system occupandole una per una con personale di propria stretta fiducia. E' dunque tempo che la giunta comunale conduca una puntuale verifica delle situazioni che si sono venute a creare dentro queste aziende con un'operazione di trasparenza che comprenda anche una decisa spending rewiew: i casi degli stipendi d'oro dei dirigenti non sono purtroppo confinati ad Acque Veronesi, ma sono diffusi anche in altre aziende, a partire da Agsm. Lasciamo ai cittadini valutare la bontà di un presidente come Paternoster che dice si pronto a rinunciare agli investimenti, dunque allo sviluppo dell'azienda, pur di accontentare le richieste del sindaco sprecone che continua ad usare le aziende pubbliche come un bancomat".

E in più arriva la minaccia di un esposto alla magistratura del consigliere regionale di Futuro Popolare, Stefano Valdegamberi. “Se davvero verrano realizzati i piani vampireschi architettati dagli amministratori del Comune volti a succhiare i soldi di Agsm con un'ennesima ardita operazione finanziaria chiederò una verifica approfondita della situazione che dovrà riguardare anche i revisori dei conti, visto che a loro spetterebbe per legge il controllo”.

L'esponente politico veronese spiega che “incapace di tagliare le spese inutili e gli sprechi (a partire dall'azzeramento dei numerosi, sono decine, e inutili incarichi dirigenziali esterni), il Comune di Verona tenta di far quadrare i conti aumentando le tasse e prelevando per l'ennesima volta al bancomat dell'Agsm. Pare infatti che sia già stato programmato in tutti i dettagli il nuovo agguato del dracula scaligero. Come? L'operazione che l'azienda sarà costretta a fare per ordine del socio unico comune di Verona è la seguente: Agsm si indebita con la banca X fingendo di fare l'operazione per 'motivi aziendali', mentre la vera finalità è quella di raccogliere soldi, per dare 'sangue' al vampiro di Palazzo Barbieri. L'Agsm è un patrimonio della collettività che eroga servizi non solo alla città di Verona ma a buona parte della provincia e la tutela della solidità dell'azienda è un interesse collettivo. I compiacenti o dormienti revisori dei conti cosa fanno? Perchè fingono di non vedere e non hanno mai denunciato queste operazioni di finanza creativa? Alla fine, come sempre accade, gli sprechi di oggi finiscono nella bolletta di domani”.

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