Verona, code di centinaia di persone per pagare. L'assessore: "La Tasi è una porcheria, da abolire"

Scade il 16 ottobre a Verona città il termine per pagare l'acconto della tase sui "servizi indivisibili". Il saldo da effttuare in dicembre. L'incasso in Comune sarà di 24 milioni. Ma era meglio tenere l'Ici

Ultime ore per il pagamento e poi l’acconto della Tasi sarà archiviato. Da mesi se ne parla, anche per fare chiarezza, e ora è giunta la proverbiale “resa dei conti”. Mentre negli uffici tributi di molti Comuni del Veronese i cittadini sono ancora alle prese con calcoli e bollettini, a Verona è l’assessore alle Finanze e ai tributi, Pier Luigi Paloschi, a prendere parola. La sua opinione era già nota e ancora, senza mezzi termini, avrebbe sparato a zero sull’imposta, definendola “iniqua” e “una porcheria”. Secondo Paloschi, da 55 anni alle prese con bilanci e conti in municipio, la Tasi andrebbe infatti “abolita”, perché tutto sommato era meglio l’Ici. La Tasi è la tassa sui servizi indivisibili: i cittadini sono chiamati a “contribuire” sulle spese della città. Quelle dell’illuminazione pubblica, quella della manutenzione del verde e dei giardini. Va pagata per tutti gli immobili che non siano prima casa. Quindi terreni edificabili, uffici, capannoni, negozi, laboratori. Il Comune di Verona l’ha approvata in estate, con aliquota al 2,5 per mille. È una delle componenti della Iuc, imposta municipale unica, assieme a Tari (tassa sui rifiuti il cui saldo va versato a novembre) e l’Imu (l’imposta municipale sugli immobili). Dai bollettini della Tasi Verona si aspetta di incassare almeno 24 milioni di euro (139 sono quelli ipotizzati per l’Imu). “Se avessero lasciato l’Ici sarebbe stato molto meglio”, avrebbe commentato Paloschi su L’Arena, aggiungendo che “ho già letto che la Tasi verrà tolta e sono d’accordo”.

Non c’è da stupirsi se anche i cittadini danno ragione all’assessore veronese. Soprattutto per evitare complicazioni e confusione. Lunghe le code, alla vigilia della scadenza, negli uffici Tributi di via Adigetto, a Verona. La media di persone che ha affollato i corridoi è di 150 al giorno. E oltre a mettersi in fila per poter sborsare in tempo hanno dovuto sottoporsi alla “tortura” dei bigliettini mangia code. Quelli, cioè, esposti da prima mattina e levati alle 10 per fare in modo che alle 13 tutti siano stati “serviti”. Entro l’anno prossimo il Comune ha già previsto l’invio nelle case dei moduli F24 precompilati, per evitare un via-vai di cittadini fino agli ultimi giorni. Ma fino ad allora, oltre che del taccuino, è bene armarsi di pazienza. Si possono attendere anche due ore.

TASI, REGNA LA CONFUSIONE: OGNI COMUNE VERONESE DECIDE PER SE'

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I COMMERCIALISTI - Anche l'Ordine dei commercialisti aveva dovuto fare alcune precisazioni, sperando di chiarire meglio alcuni passaggi purtroppo a molti sfuggiti. "Il portale web del Comune di Verona, nella sezione “come si calcola la base imponibile della Tasi” riporta delle informazioni che non sono corrette per gli immobili di interesse storico/artistico. Per questa tipologia di immobili, infatti, la base imponibile di calcolo dell’aliquota deve essere ridotta del 50%, ma il regolamento Iuc del Comune di Verona, approvato il 25 giugno 2014, non prevede l’abbattimento della base imponibile".

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