Verona, chiudono gli Iat turistici provinciali, nasce la "gestione destinazioni": città prima in Veneto

Verona è il primo Comune a chiedere l'accreditamento alla Regione, dopo di che, dal mese di gennaio, sarà in grado di gestire il nuovo organismo operativo, aperto anche ai privati, per una promozione all'altezza delle bellezze scaligere

La notizia della chiusura degli Iat, punti di informazione e accoglienza turistica della provincia di Verona aveva creato qualche scompiglio. Soprattutto perchè, oltre ai 30 dipendenti in Cassa integrazione, i turisti restano "orfani" di un ufficio di riferimento dove chiedere consigli e reperire cartine e dettagli utili alla visita delle bellezze del Veronese. Di certo un pessimo biglietto da visita per la seconda città in Veneto per presenze turistiche (e una delle prime in Italia).

Rincuora sapere che è stato sottoscritto a palazzo Barbieri il Protocollo di intesa per l’istituzione dell’organismo di Gestione della destinazione turistica della città di Verona (Ogd). Il documento è stato sottoscritto dal sindaco Flavio Tosi, dall’assessore al Turismo del Comune, Enrico Corsi, dal vicepresidente della Provincia, Gualtiero Mazzi, dal presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Riello e di quello del Catullo Paolo Arena, oltre che dalla Fondazione Arena, Veronafiere e dal Consorzio turistico "Verona Tuttintorno" . Il Protocollo è il risultato dell’applicazione della Legge regionale sul Turismo del giugno 2013 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”, che rappresenta il nuovo quadro di riferimento normativo per il turismo e l’industria turistica regionale.

La legge prevede, tra le altre novità, l’istituzione di una “cabina di regia” del Turismo: un organismo rappresentativo delle realtà territoriali, cui è affidato il compito di creare sinergie e forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati e di sviluppare prodotti turistici per il rafforzamento del sistema di offerta di questo importante settore economico. Un’altra funzione delegata all'organismo, una volta ottenuto il riconoscimento regionale, è la gestione dello Iat, ufficio di informazione e accoglienza turistica, con compiti di promozione dell’immagine di Verona e di commercializzazione dei prodotti della destinazione. “Il protocollo rappresenta il primo, significativo, passo verso il superamento della frammentazione delle competenze, prevista dal precedente assetto legislativo – ha detto Corsi - poiché grazie all’istituzione di un unico organismo, saremo in grado di definire politiche congiunte e condivise per un ulteriore sviluppo del turismo a Verona. Siamo il primo Comune del Veneto a chiedere l’accreditamento alla Regione, dopo di che, presumibilmente dal mese di gennaio, saremo in grado di gestire il nuovo organismo operativo, aperto anche ai privati, per una promozione turistica all’altezza della fama di Verona nel mondo”.

"SPERIAMO NON SIA L'ENNESIMO CARROZZONE" - Primo commentatore del nuovo "progetto pilota" in terra scaligera è stato il deputato del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati che si vuole augurare "che questo Ogd non sia l’ennesimo carrozzone costituito per sistemare nomi e poltrone. Che sia un organismo di sintesi, alla luce della frammentazione ad oggi presente nel Veronese, in materia di turismo e promozione del territorio. Auspico inoltre che vengano presi ad esempio gli Ogd presenti nel resto d’Europa col nome di Dmo, e che si reggono su  quattro gambe: finanziamenti dei soci, risorse auto-generate, trasferimenti pubblici e imposta di soggiorno"

Spiega Fantinati che "negli altri Paesi dell’Unione questi organismi hanno anche la competenza diretta sulla gestione dei punti d’informazione sparsi sul territorio, quegli uffici Iat che nella provincia di Verona stanno rischiando la chiusura, per colpa dei legacci del Patto di Stabilità imposto dal Governo. La soppressione di questi servizi rappresenta un suicidio per il nostro territorio, che proprio sul turismo basa la sua economia".

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