Verona, giudice chiude stabilimenti Riva Acciaio. A casa 429 lavoratori

Le indagini sull'Ilva e i sequestri della guardia di finanza per 916 milioni hanno bloccato i conti correnti anche in lungadige Galtarossa. Il sindaco di Verona fa appello al governo e a Napolitano

La sede degli stabilimenti Riva a Verona (Foto web)

Riva Acciaio ha spiegato nel dettaglio che da giovedì 12 settembre, cesseranno tutte le attività dell'azienda, tra cui quelle produttive degli stabilimenti di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva Energia e Muzzana Trasporti). E' fissato per sabato 14 settembre l'incontro tra il prefetto di Verona, Perla Stancari, e i rappresentanti sindacali dei lavoratori della sede scaligera. La chiusura decisa dall'azienda di tutte le fabbriche in Italia interessa anche i 429 dipendenti, tra i quali 317 operai, della storica fonderia veronese, l'ex Galtarossa. I sindacati Fim, Fiom e Uilm in una nota congiunta hanno annunciato che le Rsu si attiveranno per intervenire subito al ministero del lavoro per avere al più presto la cassa integrazione straordinaria a copertura dei giorni di blocco della produzione. "Coinvolgeremo tutte le istituzioni - prosegue la nota sindacale - prima dell'intervento del tribunale del riesame, affinché il provvedimento di sequestro del 17 luglio scorso possa essere rivisto". Secondo i sindacati confederali il sequestro delle azioni del gruppo Riva "garantisce già il percorso di risanamento ambientale di Taranto attraverso eventuali redditività avute con la produzione". Infine, le organizzazioni sindacali si attiveranno per chiedere interventi legislativi che possano ripristinare immediatamente la produzione come avvenuto per lo stabilimento dell'Ilva di Taranto.

LA PROTESTA - Intanto, alla vigilia dell'incontro con il prefetto Stancari, i lavoratori di Riva Acciaio, venerdì pomeriggio, dalle 14, hanno tenuto un sit-in di protesta davanti alla fabbrica di Verona. "Ogni giorno faremo qualcosa in tutte le città dove Riva Acciaio è presente con un sito industriale", hanno spiegato gli operai della fonderia. La manifestazione ha provocato il blocco del traffico per alcuni minuti su ponte San Francesco, fino di fronte all'ingresso dello stabilimento. Sostenuti dai rappresentanti della organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e delle Rsu, gli operai hanno confermato che sabato 14 settembre organizzeranno un sit-in in piazza dei Signori, in coincidenza con l'incontro con il prefetto. Poi, da lunedì, se non arriveranno risposte concrete dalle istituzioni dopo il blocco delle fabbriche della famiglia Riva, la minaccia di azioni dimostrative più decise e clamorose, in tutta Italia.

LE REAZIONI: INSORGE IL MONDO POLITICO-ECONOMICO. ALLARME INDOTTO

"ATTIVITA' INDIPENDENTI" - Tali attività non rientrano nel perimetro gestionale dell'Ilva - afferma l'azienda - e non hanno quindi alcun legame con le vicende giudiziarie che hanno interessato lo stabilimento Ilva di Taranto. La decisione comunicata al custode dei beni cautelari, Mario Tagarelli, e illustrata alle rappresentanze sindacali dei diversi stabilimenti coinvolti, si è resa purtroppo necessaria poiché il provvedimento di sequestro, in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaio i cespiti aziendali, tra cui gli stabilimenti produttivi, e vengono sequestrati i saldi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attività bancarie, impedendo il normale ciclo di pagamenti aziendali, fa sì che non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività".

LE RIPERCUSSIONI -Da parte dell’amministrazione ho espresso, attraverso il direttore dello stabilimento veronese, vicinanza all’azienda, al management e ai dipendenti”. Ad esprimere il rammarico è il sindaco di Verona, Flavio Tosi, nell’apprendere la notizia del fermo in tutta Italia, e quindi anche nel capoluogo scaligero, degli stabilimenti di Riva Acciaio di lungadige Galtarossa, dopo che un magistrato ha bloccato i conti correnti dell’azienda. Quello di Verona è l'unico stabilimento in cui sono operativi i reparti di acciaieria, il laminatoio e quelli della produzione di reti saldate e tondini.

“È giusto – ha detto Tosi - tutelare la salute, combattere l’inquinamento e prendere provvedimenti per evitarlo, risanando dove ci sono state problematiche, ma in un momento di gravissima crisi economica che un provvedimento di un magistrato arrivi a costringere alla chiusura un’azienda di quelle dimensioni, che dà lavoro a decine di migliaia di famiglie, nella nostra città sono più di 500 oltre all’indotto, dà l’idea di un Paese ridicolo. In nessun Paese del mondo occidentale potrebbe succedere una cosa del genere. Non mi sembra ispirato al buon senso un provvedimento che causa all’azienda e a migliaia di suoi dipendenti un danno enorme, che potrebbe diventare irreparabile. Saremo a fianco dell’azienda e dei suoi dipendenti per la salvaguardia dell’occupazione e di un pezzo fondamentale dell’economia del Paese. Facciamo appello al governo e al presidente Napolitano affinché siano adottati provvedimenti atti a impedire che i convincimenti personali di un singolo magistrato possano calpestare la volontà delle comunità coinvolte e l’interesse nazionale".

SEQUESTRI ALL'ILVA PER 916 MILIONI DI EURO. CONGELATI I CONTI A VERONA

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INDAGINI - Risale a mercoledì scorso la notizia riguardo il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e quote societarie per una somma complessiva di oltre 916 milioni di euro, riconducibile a 13 società del Gruppo Riva, eseguito dalla guardia di finanza, su disposizione del gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, nell'ambito dell'inchiesta della Procura ionica a carico dei vertici del gruppo Riva per associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale. "Riva Acciaio impugnerà naturalmente nelle sedi competenti il provvedimento di sequestro, già attuato nei confronti della controllante Riva Forni Elettrici e inopinatamente esteso al patrimonio dell'azienda - spiega l'azienda -, in lesione della sua autonomia giuridica, ma nel frattempo deve procedere alla sospensione delle attività e alla messa in sicurezza degli impianti cui seguirà, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, la sospensione delle prestazioni lavorative del personale (circa 1.400 unità), a esclusione degli addetti alla messa in sicurezza, conservazione e guardiani degli stabilimenti e dei beni aziendali".

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