Verona, chef di Arcole al cospetto del "diavolo" Carlo Cracco: lui uno dei volti di "Hell's kitchen Italia"

A confrontarsi con altri 15 colleghi sarà Matteo Grandi, responsabile delle cucine del ristorante "De Gusto". Il giudice sarà il pluripremiato e famoso chef vicentino trapiantato a Milano. Prima puntata giovedì 17 aprile

Matteo Grandi, chef del ristorante "Da gusto" di Arcole

Con una battuta verrebbe da dire se il "diavolo" dentro la cucina "inferno" è il conduttore o è rappresentato dalle gesta dei cuochi. Davanti al giudice-chef senza pietà, Carlo Cracco, da giovedì 17 aprile, ci sarà anche un professionista dei fornelli di Soave, Matteo Grandi. Con lui altri 16 giovani cuochi. E' la prima edizione del programma portato al successo in Gran Bretagna e Usa grazie all'irriverenza e alla severità del conduttore Gordon Ramsey. "Quando entrerò nella cucina di Hell’s Kitchen - spiega Matteo - mi sentirò un po’ sotto pressione, soprattutto perché Cracco è un po’ come un bastone dietro la schiena, una scimmia che ti continua a puntare. A me in cucina piace comandare. Devo sempre essere al primo posto. Mi metto sempre in competizione, sennò mi annoio". La grande prova dello chef Grandi è balzata agli onori delle cronache: “Un cordiale in bocca al lupo a Matteo, selezionato per partecipare alla trasmissione Hell’s Kitchen: ha un’occasione in più per dimostrare la professionalità dei cuochi nati e formati nel Veneto”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, sullo chef del “De Gusto” di Arcole, impegnato dalle 21e10 nella trasmissione di cucina “dal vero” di Sky Uno HD.

“Per inciso – aggiunge il governatore – anche il conduttore della trasmissione Carlo Cracco, chef “pluristellato” e “pluriforchettato”, è veneto: oggi “milanese” e Chef Executive al ristorante Cracco Peck, è infatti originario di Creazzo ed ha curriculum di studi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Recoaro Terme dopo il quale, con un passaggio in un noto ristorante tipico del capoluogo berico, ha preso le vie del mondo e d’Italia e per approdare infine al “suo” ristorante milanese, giudicato dal 2007 tra i 50 migliori del mondo. Mi pare che Matteo sia su una analoga buona strada e gli auguro non solo di superare questa prova ma di avere soprattutto successo nella professione, forte della sua bravura e della sua ambizione, della sua preparazione e della voglia di imparare, ma anche di tradizioni di cucina che hanno secoli di storia e prodotti di territorio tipici e di qualità che ci mettono ai primi posti in Europa per varietà, territorialità e gusto”.

Come spiega L'Arena, Matteo Grandi, 23 anni, nato a Vicenza ma residente a Soave

nonostante la giovane età, ha girato il mondo. Dopo il diploma all'alberghiero del Chievo, a Verona, ha mosso i primi passi in due locali storici della città scaligera l'Arco dei Gavi e il Torcolo, quindi ha fatto le valige ed è volato all'estero. Atterrato a Shanghai è entrato in cucina nel ristorante dei vip «Da Marco», poi ha ripreso il volo ed è arrivato in Kuwait, ancora un ristorante super chic al «Signor Sassi», infine un'esperienza importante come «chef de cusine» al Park Hyatt in India. «Pazzesco come il Parc Hyatt è organizzato in cucina», ricorda Matteo, «eravamo in 80, tutto doveva filare come un orologio, potevamo preparare anche 800 pasti a servizio, tutto espresso. Una macchina da guerra insomma, dove o si impara o si soccombe, in un hotel del genere non fanno prigionieri».

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"Hell's kitchen Italia" vedrà confrontarsi otto uomini e otto donne in due squadre. La formula è quella che da tempo tiene incollati milioni di spettatori, appassionati e non: prove di abilità e lavoro in ristorante per preparare ogni giorno una cena per 70 persone. A decidere sarà sempre Cracco. Ad ogni puntata il peggior concorrente (o il più sfortunato), verrà eliminato. In palio c'è l'assunzione, in qualità di executive chef, al primo ristorante "Hell's kitchen" al mondo, che avrà sede in Sardegna al "Forte Village", dove Ramsey gestisce il suo ristorante.

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