Verona, il caso Report fa scoppiare l'altra "bomba": Ranucci sentito per oltre 2 ore in Procura

Secondo il giornalista tv l'artista Pinna sarebbe stata "favorita" perché amica del sindaco Tosi. E dal 29 agosto al 26 settembre 2013 avrebbe esposto gratuitamente le sue opere in Gran Guardia. Indaga la Corte dei conti e il pm di Verona

Sigfrido Ranucci, ripreso di nascosto durante la preparazione della puntata di Report su Verona

Tornato a Verona per la “seconda parte” dell’inchiesta su Tosi e colleghi? Anche. Forse. Di sicuro il giornalista di “Report”, Sigfrido Ranucci almeno due ore e mezzo le ha passate davanti al pm Valeria Ardito della Procura di Verona. Sui dettagli della loro conversazione non è dato sapere nulla, ma Ranucci sarebbe stato chiamato in qualità di “persona informata dei fatti”. Il giornalista della trasmissione tv di Rai3 è l’autore dell’inchiesta più discussa da due mesi a questa parte. Sia prima della messa in onda (con una sfilza di querele al suo indirizzo recapitate dal sindaco Tosi, dall’ex assessore allo Sport Giorlo e dal comandante della guardia di finanza Biagi) che il giorno dopo, con le reazioni da destra a sinistra sulle indiscrezioni e le testimonianze su presunti festini hard e collegamenti con la ’Ndrangheta calabrese.

Il 7 aprile scorso la “carne al fuoco” su Rai3 era stata parecchia. Come il caso della Gran Guardia concessa gratuitamente all’artista Barbara Pinna per l’allestimento di una mostra. Pinna, moglie del colonnello delle Fiamme Gialle, Bruno Biagi, secondo Ranucci sarebbe stata “favorita” perché amica del sindaco. E dal 29 agosto al 26 settembre 2013 avrebbe quindi esposto gratuitamente le sue opere nello storico palazzo che si affaccia su piazza Bra. Questo perché non sarebbe stata saldata una fattura di 40mila euro emessa da VeronaFiere Servizi e rispedita al mittente dopo il recapito all’Accademia delle Belle arti, che quell’esposizione l’aveva promossa con il patrocinio di Comune e Provincia. La Corte dei Conti di Venezia aveva già aperto un’indagini per sospetto danno erariale. Poi è stata la volta della Procura di Verona, che sta indagando sulla fattura. Come spiega al Corriere Veneto lo stesso Ranucci,

«In particolare dal pm mi è stato chiesto come sia nata la mia inchiesta, in che modo fossi venuto a conoscenza di quella mostra alla Gran Guardia e chi me l'avesse segnalata: ho spiegato che, sia a Report che alla Corte dei conti, è giunto un dettagliato esposto dove si enumeravano tutte le cifre di quell'esposizione di quadri e si faceva notare come, in realtà, non quadrassero né le cifre relative all'allestimento dell'evento né quelle, per esempio, correlate alla pubblicazione del catalogo della kermesse»

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