Verona, caso Report: altro sollievo per Ranucci. Archiviata denuncia del comandante della Finanza

Il giornalista di Report che fece scoppiare un "caso Verona" su Rai3 viene scagionato dalla diffamazione dal giudice di Padova secondo cui "i file audio vennero manipolati". Da quelle registrazioni le reazioni del colonnello Biagi

Il gironalista Ranucci ripreso di nascosto a Padova

Con quel suo servizio aveva mobilitato la politica di una città intera e si era “inguaiato” con decine di querele. Dopo l’archiviazione di quella più famosa del sindaco di Verona, Flavio Tosi, e dell’ex assessore Marco Giorlo (dimessosi proprio in riferimento alle “rivelazioni” emerse in tv), il giornalista di “Report”, Sigfrido Ranucci, può tirare un altro sospiro di sollievo. Il giudice di Padova (competente poiché l’incontro tra le presunte “fonti” giornalistiche del reporter di Rai3 è avvenuto nella città del Santo), ha ritenuto “corretto” il suo comportamento nei confronti dell’ex comandante della guardia di finanza di Verona, colonnello Bruno Biagi, che l’aveva citato per diffamazione.

L’incontro tra Ranucci e due militanti leghisti (ritenuti vicini al sindaco Tosi) venne filmato di nascosto da uno dei due. Sarebbe stata quella una “trappola” per chiarire che l’intento del reporter era quello di screditare l’amministrazione comunale. I due complici dissero a Ranucci che possedevano le “prove” di foto e video hard con i quali il sindaco sarebbe stato vittima di ricatti. A margine di quelle conversazioni venne tirato in ballo anche il comandante della Finanza Biagi. Il giudice di Padova ha rilevato che “alla luce delle indagini tecniche foniche sul cd, le frasi incriminate sono state accostate pur essendo presenti nel dialogo in posizioni differenti”. In pratica ci sarebbe stata un manipolazione dei nastri per arrivare a colpevolizzare il giornalista. Inoltre “nel file audio depositato in Procura sono risultati dei tagli o insert, dato coerente con manipolazioni o modifiche del dato originale”. Secondo il magistrato, Ranucci era alla “ricerca di riscontri a notizie pervenutegli (che riguardavano in principalità Flavio Tosi) e quindi nell’esercizio di attività consentita” inclusa nel programma tv “Report”.

Come spiega il Corriere di Verona, il reporter di Rai3 avrebbe reagito positivamente alla notizia di una seconda archiviazione. Avrebbe commentato che in base agli atti sarebbe stato lui stesso vittima di “tentativo di calunnia” per delegitimarne lavoro e persona. Quelle stesse “manipolazioni” avrebbero indotto il colonnello Biagi a querelarlo. Non sono esclusi nuovi colpi di scena, dunque, dato che Ranucci ha chiesto che venga fatta assoluta chiarezza sulle responsabilità di quanto avvenuto. Secondo il giornalista infatti quei file erano stati registrati illegalmente da uno dei due complici poi erano stati consegnati al sindaco Tosi che li aveva portati in Procura e poi pubblicati sul web.

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