Verona, capitello preso di mira dai teppisti: i vandali entrano di notte nell'area e distruggono tutto

Gesti di scempio che hanno interessato la frazione di Lugugnano, nel comune di Sona, dove da un piccolo altare votivo sono state rubate e distrutte alcune statuette sacre. "Comportamenti da condannare"

“Condannare fermamente un gesto esecrabile nella speranza che i responsabili possano essere individuati e perseguiti”. Queste le dure parole del presidente della Regione Luca Zaia, che invita a non sottovalutare episodi come quelli accaduti nella frazione Lugugnano del comune di Sona, in località Bellona, dove un capitello è stato oggetto di ripetuti atti di vandalismo. Dalla struttura votiva di proprietà della famiglia Tacconi, ma aperta a tutti e meta di moltissimi fedeli, il 18 giugno scorso sono state prima rubate e poi distrutte le statue della Madonna di Lourdes, di Padre Pio e di Santa Rita. Alcune di un certo valore e grandi anche oltre mezzo metro.

Atti vandalici che interessano tutta la zona, come ha sottolineato il sindaco di Sona, Gianluigi Mazzi, che parla di un “problema di ragazzate”.

“Ritengo anch’io - ha aggiunto Zaia - che si tratti di un ingiustificabile atto vandalico di ragazzi, ma ciò non ne diminuisce la gravità. Significa solo che resta ancora molto da fare in termini di educazione delle giovani generazioni per quanto riguarda il rispetto dei beni pubblici e privati, oltre che delle persone”.

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“Il rischio è - ha concluso Zaia - che, considerandoli episodi di minor entità, passino sotto silenzio e nei ragazzi si faccia strada la convinzione che tutto si possa fare nell’assoluta impunità. Tutelare i giovani significa anche far capire che bisogna assumersi la responsabilità di quello che si fa anche se, purtroppo, sul web si trovano sempre più spesso messaggi ed esempi devastanti sotto questo profilo”.

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