Verona, centinaia di migliaia di euro di buco nella Multiutility comunale

Dissesto finanziario per la società partecipata: scoperti anche gli importi non incassati per evasione ed elusione delle tariffe da parte degli utenti

Amara sorpresa per il Comune di San Bonifacio, che ha trovato un "buco" a cinque zeri nel bilancio della sua società partecipata al 100%, la Multiservizi S.B. Una rogna da sbrigare, per il sindaco Antonio Casu, ma anche per l’attuale presidente Sandro Spagnolo e per il Cda insediatosi dal 2011. Il dissesto finanziario si è scoperto dopo un’attenta analisi da parte del Comune: già dal 2009 la società non era in regola con i versamenti degli importi dovuti per il “vettoriamento” e per le “quote passanti” all’Autorità per l’energia elettrica e il gas attraverso la Cassa Conguaglio. Per i primi erano stati versati importi superiori al dovuto, senza tenere conto degli investimenti fatti per la rete, per le “quote passanti” non è mai stato versato nulla. Aggiungendo a tutto ciò gli importi non incassati per evasione ed elusione delle tariffe da parte degli utenti, il disavanzo di bilancio raggiunge un considerevole importo di svariate centinaia di migliaia di euro.

Casu, in qualità di legale rappresentante del socio unico (il Comune), ha manifestato la sua personale sorpresa per l’inattesa dimensione del dato di chiusura dell’esercizio e una critica accesa per la "disattenta gestione societaria e delle carenze organizzative che hanno portato ai mancati versamenti da effettuarsi a favore della Cassa Conguaglio".

Il presidente dell’attuale Cda, che non era stato informato né dall’organo amministrativo uscente, né dai funzionari della Multiservizi, della situazione creditoria e debitoria nei confronti della Cassa Conguaglio ha provveduto immediatamente, appena venutone a conoscenza alla fine di maggio del corrente anno, a far verificare i valori di debito e di credito, in stretta collaborazione con gli uffici comunali e con il sindaco. Lo stato di bilancio produce anche l’impossibilità per legge di mantenere questa società come partecipata comunale, in quanto il decreto Milleproroghe stabilisce che "i Comuni con popolazione inferiore a 30mila abitanti non possono costituire società. Entro il 30 settembre 2013 i Comuni devono mettere in liquidazione le società già costituite alla data di entrata in vigore del decreto, o cederne le partecipazioni. Le disposizioni sulla liquidazione non si applicano ai Comuni con popolazione fino a 30mila abitanti, nel caso in cui le società, già costituite, abbiano, al 31 dicembre 2013, il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi; non abbiano subito nei precedenti esercizi riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio; non abbiano subito nei precedenti esercizi perdite di bilancio in conseguenza delle quali il Comune sia stato gravato dell'obbligo di procedere al ripianamento delle perdite medesime".

Il Comune di San Bonifacio si trova dunque a dover eliminare la sua partecipazione alla Multiservizi, che fortunatamente conserva comunque un considerevole valore di mercato come vincitrice del bando per la gestione della rete gas per altri 10 anni, stimabile in qualche milione di euro. Per i cittadini, dunque, l’internalizzazione dei servizi di refezione scolastica, raccolta dei rifiuti, servizi cimiteriali, di sosta a pagamento, spazzamento strade e trasporto scolastico da parte del Comune, già deliberata il mese scorso dal Consiglio comunale, non rappresenterà un ulteriore costo. La questione sarà portata in Consiglio comunale per decidere le modalità operative che porteranno o alla liquidazione, o alla vendita della società partecipata.

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