Verona, blitz nella casa della droga a Cerea. 40 chili di eroina sequestrati: 20enni in manette

Carabinieri di Legnago predispongono gli appostamenti per l'operazione nell'appartamento in via Garibaldi. Scatta l'irruzione e la violenta collutazione tra Forze dell'ordine e due spacciatori albanesi

Un appartamento trasformato in laboratorio di droga, vera e propria centrale di spaccio. Quaranta chili di eroina sequestrata. Tre trafficanti in manette e decine di carabinieri in azione per gli arresti e le perquisizioni. E’ questo il bilancio dell’operazione dei carabinieri di Legnago che ha portato in carcere due cittadini albanesi ventenni. Il blitz è scattato dopo giorni di appostamenti e indagini, a Cerea. In manette, dopo una violenta collutazione con i militari, sono finiti Ermand Rrugeja, 25 anni, e Indrit Lencini, 26, che risultano entrambi residenti nella stessa casa di Dolo, in provincia di Venezia, ma che di fatto vivono nella città della Bassa.

Gli strani movimenti di persone che andavano e venivano da quell’anonimo appartamento, che appariva vissuto “part time”, hanno insospettito diverse persone che avevano riversato i loro dubbi al comandante dei carabinieri di Cerea, Sabatino Ramolo che, dopo qualche controllo preliminare e qualche giorno di osservazione, ha effettuato alcuni accertamenti appurando che l’abitazione era stata regolarmente affittata da gennaio. Ad insospettire ancora di più è stato l'odore acre e gli inquilini "fantasmi". L’appartamento tenuto d’occhio per ore, fino all’arrivo dei due trafficanti, è situato in una zona centrale di Cerea, in via Garibaldi. Era stato così contattato il proprietario, a cui era stato richiesto di fare una verifica dei locali per fugare ogni dubbio. Appena aperta la porta, i militari sono rimasti colpiti dalla grande mole di "merce" presente. Un vero e proprio magazzino per grosse quantità di eroina, lasciata in bella vista.

E' partita poi l'operazione per l'arresto dei responsabili. Turni di appostamento con militari all’interno dell’appartamento: si sono adattati a spostarsi al buio all’interno dei locali restando, a volte, ben oltre il turno di servizio. L’epilogo è avvenuto intorno alle 8e30 di mercoledì scorso, quando, i "padroni" di casa sono rientrati. Il rumore delle mandate e la porta che si apre. Poi i due giovani entrano in casa, i carabinieri si materializzano e si qualificano. Qui scatta la violenta collutazione: dopo un attimo di sorpresa scatta la reazione dei due, che cercano di fuggire ingaggiando una violenta colluttazione con i militari che in poco tempo riescono a bloccarli ed ammanettarli. A rimanere "ferito" in servizio è stato il maresciallo luogotenente Mauro Tenani, che, primo alla porta, stava dirigendo il servizio e ha riportato un trauma con sospetta frattura al dito mignolo della mano destra.

VERSO I GROSSISTI - Da lì, secondo le ricostruzioni, partivano chili e chili di droga, destinata ai grossi spacciatori di tutto il Nord Italia. Le perquisizioni nel deposito veronese hanno portato al rinvenimento di 40 chili di eroina, di cui una trentina contenuti in un unico sacco di plastica e gli altri in panetti confezionati in involucri di plastica. Il tavolo della sala da pranzo era diventato il punto dove lo stupefacente veniva trattato e tagliato con un integratori per sportivi, per poi essere confezionato in panetti ottenuti per pressatura, grazie ad una strumentazione artigianale appositamente realizzata. Nell’abitazione dei due a Dolo sono emersi anche altri 350 grammi di eroina, 1200 euro in contanti e 2500 di banconote false in tagli da 50 euro. Sequestrati 83 proiettili calibro “38 Special” e un Suv di grossa cilindrata.

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I due sono stati arrestati per detenzione e traffico di stupefacenti in concorso, aggravata dalla quantità e dal possesso di munizionamento per arma comune da sparo, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Dopo l'udienza di convalida davanti al giudice, sono stati tradotti, come disposto dal pm Giuseppe Pighi nel carcere di Montorio.

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